“Cambiare i nomi ad alcune strade a Barberino Tavarnelle? Complesso, costoso e non necessario”

"Non ho niente contro l'idea dei nomi al femminile, che potrebbero essere assegnati a vie che attualmente non hanno nome. Per le omonime si potrebbe invece..."

Ho letto con attenzione il vostro articolo del 13 marzo circa la intitolazione ai nomi di donne di venti strade del comune di Barberino Tavarnelle, perché “necessario farlo per i numerosi casi di omonimia esistenti”.

# Barberino Tavarnelle: via libera ai nomi di donne per l’intitolazione di venti strade comunali

Dopo aver precisato che ovviamente non ho niente contro l’intitolazione delle strade ai nomi di donne, desidero informare che il sottoscritto, unitamente a tanti cittadini che risiedono in queste vie e che ho potuto contattare, è contrario all’operazione di cambio del nome, considerandola non necessaria, complessa e costosa, per le motivazioni che di seguito riassumo:

Il “problema dell’omonimia” è facilmente superabile aggiungendo, subito dopo la via ed il numero civico, il nome della località.

Per esempio, nel caso dell’omonimia di via Aldo Moro, è sufficiente aggiungere, subito dopo la via ed il numero civico, il nome della località/frazione, cioè, in questo caso, nello stesso rigo, Barberino oppure Tavarnelle (nel rigo successivo, supponendo un utilizzo postale, continua ad essere scritto 50028 Barberino Tavarnelle).

E ciò nello stesso modo in cui, adesso, accanto alla via ed al numero civico, viene indicato Vico, San Donato, Sambuca, Marcialla,… .

Ho visto che, nel frattempo, diversi enti pubblici e privati hanno già adottato questo sistema (per esempio la Regione, il Servizio Sanitario, alcuni Comuni vicini).

Parlo di operazione complessa, oltre che non necessaria, perché implica la modifica, oltre alla segnaletica, di una marea di documentazione (documenti di identificazione, di circolazione, fiscali, pensionistici, di lavoro, …), e ciò, per di più, in un momento nel quale i cittadini hanno cose davvero rilevanti e drammatiche a cui pensare.

Parlo di una operazione costosa, oltre che non necessaria e complessa, perché, per esempio a Barberino, ogni numero civico in ceramica o altro materiale reca anche l’indicazione della via, cosa che si rivela particolarmente utile per chi transiti da una qualunque località; è chiaro che il Comune dovrebbe affrontare, fra le tante altre spese, un costo non indifferente per la completa sostituzione.

A mio parere, è invece indispensabile ed urgente che il Comune comunichi ad ogni famiglia la formulazione esatta del proprio indirizzo.

In caso si voglia procedere a consultazioni, credo che, in ogni caso, la prima consultazione da fare dovrebbe riguardare gli abitanti delle vie “omonime”, per chiedere loro quale sistema utilizzare per ovviare al problema; credo che quello da me indicato e già adottato da diversi enti pubblici e privati sia quello più logico, semplice e lineare.

L’intitolazione di vie alle figure femminili può essere al momento riservata alle zone prive di denominazione (e ce ne sono), nonché a vie di futura formazione (e si spera ne verranno).

Essenziale è che ciò serva veramente a porre in rilievo il ruolo e l’importanza della condizione femminile nella società, proponendo figure meritevoli di essere ricordate per il loro contributo nel settore sociale, culturale od economico, evitando figure che non siano strumento di aggregazione nella nostra comunità.

Saluti cordiali.

Marcello Bardotti

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