POGGIBONSI – Una dichiarazione in difesa del Punto nascita di Campostaggia, per “difendere la possibilità di nascere in Valdelsa”.
È quella che hanno firmato i sindaci David Baroncelli (Barberino Tavarnelle), Giuseppe Stiaccini (Castellina in Chianti), Andrea Pieragnoli (Casole d’Elsa), Piero Pii (Colle di Val d’Elsa), Susanna Cenni (Poggibonsi), Francesco Guarguaglini (Radicondoli), Andrea Marrucci (San Gimignano) e Andrea Frosini (Monteriggioni).
“Non inizia oggi il nostro impegno e proseguiremo nella mobilitazione dei nostri territori per difendere la possibilità di nascere in Valdelsa e un presidio sanitario come quello di Campostaggia, che è un punto di riferimento non solo per il territorio valdelsano ma anche per le aree limitrofe” si legge.
“Per questo motivo – proseguono – chiediamo alla Regione Toscana e alla Direzione generale dell’Azienda Usl Toscana Sud Est di rappresentare con la massima forza e in tutte le sedi istituzionali la qualità, la sicurezza e il livello organizzativo che Campostaggia esprime e di essere pienamente coinvolti nel confronto con il Comitato percorso nascita nazionale e con il Ministero della Salute”.
“La fiducia che tante donne e tante famiglie ripongono nella qualità dell’assistenza e nelle professionalità presenti nell’ospedale valdelsano conferma la qualità che Campostaggia ha raggiunto negli anni e rafforzato nell’ultimo anno con un nuovo primario, un aumento dei posti disponibili nel reparto di Pediatria, il nuovo consultorio, l’introduzione di nuove tecniche per il parto, la presa in carico anticipata delle donne durante la gravidanza e le sperimentazioni innovative, fra cui quella legata all’utilizzo dei visori e confermando il record più basso per i cesarei” spiegano.
“Elementi che vanno oltre i dati numerici – sottolineano – e da cui deve partire ogni valutazione sul futuro del punto nascita valdelsano per tutelare un reparto dinamico e moderno, inserito in una rete più ampia, collegato agli altri presidi ospedalieri e aperto allo scambio di competenze, esperienze e conoscenze”.
“Un vero e proprio modello dove è nata la prima esperienza di parto naturale – aggiungono – con un approccio a maternità e nascita che hanno reso questa esperienza all’avanguardia, e un presidio capace di evolversi nel tempo e che ancora oggi continua a investire sulla qualità e sulla sicurezza della sua attività”.
“Il generale calo demografico e la crisi della natalità che vede l’Italia fra i Paesi europei maggiormente colpiti non ha risparmiato Campostaggia anche se mostra una capacità di tenuta significativa e più marcata rispetto ad altre realtà” dicono.
“Riteniamo profondamente sbagliato pensare di organizzare la sanità solo sulla base di numeri legati ai volumi di attività, senza dare il giusto peso alla qualità e alla sicurezza del parto, all’organizzazione dei servizi, alla capacità di lavorare in rete e di rispondere alle esigenze concrete dei territori e delle persone”.
“Questo mortifica le professionalità presenti – specificano – e potrebbe prospettare uno smantellamento che respingiamo con determinazione e al quale siamo pronti ad opporci con ancora più forza, continuando a coinvolgere le nostre comunità”.
“I numeri sono importanti ma la sanità si occupa di persone, delle loro vite e del diritto a ricevere cure sicure e di qualità – concludono – Da qui deve partire ogni decisione sul futuro del punto nascita di Campostaggia e chiediamo alla Regione Toscana e alla Direzione generale dell’Azienda Usl Toscana Sud Est di fare tutto quanto necessario per garantire il futuro del punto nascita di Campostaggia”.
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