Vaccinati e non vaccinati, le proporzioni dei ricoverati in terapia intensiva Covid: i dati

In Toscana i non vaccinati sono circa un sesto dei vaccinati, ma i loro ricoveri nelle terapie intensive Covid sono quasi 7 volte quelli dei vaccinati: "Non serve aggiungere altro" dice Giani

FIRENZE – Nei giorni scorsi il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, aveva diffuso uno schema nel quale mostrava la grande differenza nei ricoverati nelle terapie intensive Covid, fra vaccinati e non vaccinati.

# Dal 6 al 13 settembre, 20 su 23 nuovi entrati in terapia intensiva Covid sono senza vaccino

Oggi, tornando su quei dati (ovvero sugli ingressi nelle terapie intensive Covid toscane dal 6 al 13 settembre) dà un dato ulteriore.

Ovvero la platea di riferimento sulla quale inserire quei numeri. Perché contano i numeri assoluti, ma anche quelli relativi: ovvero la platea alla quale fanno riferimento.

E così si vede (i dati sono sopra) che i 20 ricoverati nelle terapie intensive Covid della Toscana non vaccinati, riguardano una platea di 534.791 toscani ancora senza alcuna dose di vaccino.

Mentre i 3 vaccinati ricoverati nelle terapie intensive toscane vanno riferiti ai 2.760.929 toscani che hanno avuto almeno una dose del vaccino.

Quindi, addirittura comprendendo anche coloro che (Johnson & Johnson a parte, ma il suo uso è stato molto basso) non hanno ancora compiuto l’intero percorso vaccinale.

Cosa ci dicono, in estrema sintesi, questi dati?

Che i non vaccinati sono circa un sesto dei vaccinati, ma i loro ricoveri nelle terapie intensive Covid sono quasi 7 volte quelli dei vaccinati.

“Non c’è altro da aggiungere” scrive il presidente Giani a commento.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Sostieni il Gazzettino del Chianti

Il Gazzettino del Chianti e delle Colline Fiorentine è un giornale libero, indipendente, che da sempre ha puntato sul forte legame con i lettori e il territorio. Un giornale fruibile gratuitamente, ogni giorno. Ma fare libera informazione ha un costo, difficilmente sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità, che in questi anni ha comunque garantito (grazie a un incessante lavoro quotidiano) la gratuità del giornale.

Adesso pensiamo che possiamo fare un altro passo, assieme: se apprezzate Il Gazzettino del Chianti, se volete dare un contributo a mantenerne e accentuarne l’indipendenza, potete farlo qui. Ognuno di noi, e di voi, può fare la differenza. Perché pensiamo che Il Gazzettino del Chianti sia un piccolo-grande patrimonio di tutti.

Leggi anche...