Non aderì a Salò, deportato, morì in Germania: adesso Gino Peruzzi è tornato a Castellina in Chianti

Il racconto, commosso, del sindaco Marcello Bonechi: "Da ieri è stato sepolto a Castellina insieme alla moglie Annunziata, che lasciò alla giovane età di 28 anni"

CASTELLINA IN CHIANTI – Ieri, venerdì 22 ottobre, si è chiusa “una storia che, pur condivisa da molti cittadini italiani, ha avuto per Gino purtroppo anche l’onta dell’oblio”.

Lo ricorda il dice il sindaco di Castellina in Chianti, Marcello Bonechi: che racconta di un “ritorno a casa” speciale ed emozionante. 

“Gino Peruzzi – ricorda Bonechi – castellinese del popolo di San Niccoló, fu richiamato alle armi il 3 giugno 1940 in fanteria ed assegnato dopo vari compiti al 343° battaglione mitraglieri costiero all’isola d’Elba dove, il 9 settembre 1943, giorno successivo all’armistizio, venne catturato dai tedeschi”.

“Rifiutandosi di aderire alla RSI – prosegue – fu deportato in un campo di lavoro a Monaco di Baviera Stalago VII. Morí in un bombardamento di quella città il 31 maggio 1944”.

“Dato per disperso dalla famiglia – prosegue la ricostruzione della storia di Gino – grazie al lavoro di ricerca di Gabriele Cortonesi e Friederike Strunz, nel Libro “La triste rubrica”, nell’ottobre di due anni fa al cimitero militare italiano d’onore a Monaco di Baviera, è stata individuata la sua tomba”.

“La famiglia – sottolinea Bonechi – ha voluto che i suoi resti mortali tornassero nella terra che lo aveva visto nascere. E così, venerdì 22 ottobre, gli abbiamo reso il dovuto omaggio, prima della sepoltura nel cimitero comunale di Castellina in Chianti”.

“Dopo 78 anni – dice commosso Bonechi – Gino è stato sepolto insieme alla moglie Annunziata, che lasciò alla giovane età di 28 anni. Grazie ancora alla famiglia Peruzzi: Giuseppe il figlio, Andrea e Gino nipoti, e a tutti coloro che sono intervenuti”.

“Nel ricordo di Gino – conclude Bonechi – e degli altri 50 castellinesi deportati nei campi di concentramento o lavoro forzato in Germania o nei Balcani, voglio commemorare anche tutte le famiglie della nostra piccola comunità toccate dai drammatici lutti della seconda guerra mondiale”.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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