CHIANTI – Mentre prosegue il sondaggio proposto dal Gazzettino del Chianti sul tema della sicurezza (clicca qui per vedere i risultati e per votare), arriva da un nostro lettore un interessante punto di vista sulla questione, sempre più al centro del dibattito pubblico quotidiano.
"Lavoro nel settore della vigilanza privata da anni – ci scrive Danilo – il territorio annovera tra i nostri clienti le piu importanti aziende del Chianti, personaggi famosi, la maggior parte dei comuni, cosí come dei semplici cittadini che hanno scelto il nostro istituto proprio per la capillare presenza sul territorio (abbiamo otto pattuglie su tutto il territorio del Chianti)".
"Certo – prosegue – a volte vorremo essere cosí bravi da prevenire tutti i furti, ma questo purtroppo non sempre è possibile e capita, come nel caso del ristorante "L'Acino Rosso" (clicca qui per leggere l'articolo) che il furto avvenga dopo il nostro passaggio".
"Quel tipo di servizio – ci spiega – prevede che un nostro operatore passi una o due volte dall'esercizio in questione verificando che tutto sia a posto. Tutt'altra cosa è munirsi di un buon alllarme, magari collegato con le forze dell'ordine o con un istituto di vigilanza".
"Noi viviamo il territorio ogni notte – conclude Danilo – con il freddo, con l'acqua, sforzandoci di prevenire quanto più possibile eventi criminosi. Collaborando spesso con le forze dell'ordine, ognuno di noi rischia la vita, ognuno di noi sa che potrebbe non rivedere la sua famiglia lasciata la sera prima. Siamo presenti mentre voi tutti riposate: noi esistiamo e lo dimostriamo ogni giorno, fieri di appartenere alla nostra categoria".
di Matteo Pucci
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