GREVE IN CHIANTI – La notizia l'ha data oggi l'informatissimo portale italino del vino Winenews, e riguarda una delle aziende più importanti di tutto il Chianti Classico: stiamo parlando di Vignamaggio, sulle "rampe" che da Greve in Chianti portano su, fino a Lamole.
Di proprietà dell'avvocato Gianni Nunziante che, secondo Winenews, avrebbe deciso di passare la mano: e dopo i cinesi, che nei mesi scorsi hanno acquisito la proprietà di Casanova, ecoc i sudafricani a rilevare uno dei nomi-simbolo. Di Greve e di tutto il Chianti.
Non si parla di cifra, ma Winenews ipotizza "qualcosa" intorno ai 30 milioni di euro. Parliamo infatti di "una delle aziende storiche del Chianti Classico fiorentino – come aveva detto al Gazzettino del Chianti Francesco Naldi è agronomo e enologo durante una nostra visita nell'ambito della nostra rubrica Il Canto del Gallo (clicca qui per leggere l'articolo) – Ci sono documenti che attestano che qui si fa vino dai primi del 1400. C’è un documento che dice che Amidio Gherardini produceva vino nel 1404. E' stata fra le aziende fondatrici del Consorzio del Chianti Classico, fra le prime a imbottigliare. La più vecchia bottiglia che abbiamo adesso in cantina è del 1945: durante la guerra qui c’era la sede del comando tedesco, fecero man bassa”.
Qui si dipana anche un filone delle storie sulla Gioconda di Leonardo Da Vinci: “La Monna Lisa – raccontava Naldi – apparteneva alla famiglia Gherardini, che nel Quattrocento ha costruito Vignamaggio. Era una famiglia di parte Ghibellina, esiliata in campagna dopo la vittoria dei Guelfi. Il Castello è stato anche assediato a lungo: trovarono un accordo sulla distruzione degli edifici e venne salvata la vita delle persone. Vignamaggio non ha quindi caratteristiche di tipo militare ma solo di tipo residenziale e abitativo, visto che arrivava dopo accordo di pace”.
E' appartenuta alla famiglia Samminiatelli. Nel 1988 è stata acquisita dall’avvocato Nunziante, romano, "che ha intrapreso – aveva spiegato ancora Naldi – un'opera importante di ristrutturazione di cantine, vigneti, villa, agriturismo (che non c’era). L’azienda da un punto di vista tecnologico era molto indietro, si è reso necessario un lavoro di investimenti massiccio, anno per anno”.
Oggi Vignamaggio ha 42 ettari di vigneto, produce 200-250mila bottiglie, vendute per i due terzi all'estero. Mercati di riferimento Usa e Nord Europa, adesso si aprono Cina, Singapore, Corea, Hong Kong.
di Matteo Pucci
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