BARBERINO VAL D'ELSA – Che il fair play e il "volemose bene" non funzioni per le primarie del centrosinistra a Barberino Val d'Elsa lo si è capito da settimane. E in particolare a dare fuoco alle polveri è Silvano Bandinelli, che in più di un'occasione ha sparato a zero sul suo "competitor" Giacomo Trentanovi.
La stretta di mano prima del faccia a faccia di lunedì 3 marzo sembra abbia solo gettato benzina sul fuoco. Almeno a leggere la nota inviata dallo stesso Bandinelli al Gazzettino del Chianti il giorno dopo.
"Devo essere sincero – esordisce Bandinelli – quando avevo auspicato una politica sana che riparte dal basso mi riferivo ad altro, non al basso livello di questa campagna elettorale per le primarie".
"Siamo ormai scesi all’insulto personale – prosegue – anche se essere tacciati da Trentanovi di incompetenza lo ritengo un valore aggiunto, considerare un percorso ciclopedonale una competenza dell’urbanistica è un giudizio da dilettanti".
Bandinelli è al vetriolo: "Lui è un algoritmo del sistema a scadenza, apre bocca e muove le braccia sotto comando ma non esiste, è legato mani e piedi alla nomenclatura e la sua dimenticabile carriera politica culminata in dieci “memorabili” anni di consiglio comunale finisce domenica 9 marzo, insieme alle sue presunte qualità di indipendente".
"Farebbe bene – continua – a spiegare come mai se si professa tanto indipendente, è stato responsabile della sezione giovanile dei Ds a Tavarnelle, come mai ha postato ormai un anno fa l’iniziativa di Sel a Marcialla con Renzo Ulivieri, candidato al Senato con quel partito, come mai è referenziato da una forza politica (Sel appunto) che è attualmente all’opposizione in Parlamento. Come mai ha votato Nichi Vendola come candidato premier alle primarie per del centro sinistra del 2012".
Poi affonda il colpo: "Mi chiedo ancora come sia possibile affidare le sorti della amministrazione di Barberino Val D’Elsa a un personaggio si professa come il nuovo travestito da vecchio, un mondo dove si parla di sezioni quando il mondo vero è fuori, è fatto di famiglie che faticano ad arrivare alla fine del mese, di imprese che chiedono provvedimenti urgenti per non essere costrette a chiudere o a delocalizzare".
"Ecco perché ho detto che voglio essere sindaco di tutti – sottolinea – ecco perché non ho fatto cene con chicchessia perché queste iniziative non le trovo logiche in un contesto di primarie. Ecco perché ho messo la faccia in queste elezioni senza farmi trascinare da nessuno per convincermi ad accettare una candidatura. I conti si fanno alla fine e vedremo se contano di più i "Mi piace" su Facebook o i voti degli elettori".
Bandinelli non si ferma proprio. Non si tiene: "Trentanovi non è solo, ha tanti personaggi che lo hanno coadiuvato, gente che è in politica da anni ma che se vinco io tornano a lavorare. Chissà cosa gli racconterà il dieci marzo dopo avere perso. Vediamo chi davvero perde i pezzi. Da parte mia ribadisco la mia posizione, io non grido a nessun complotto".
"Ho sempre parlato dei miei programmi per Barberino – conclude – mettendomi al servizio della nostra comunità in questi anni di impegno come assessore: invito i cittadini a partecipare alle primarie per evitare che siano solo la ristretta cerchia degli addetti ai lavori in perfetto stile ex Pci a decidere chi deve governare il nostro comune .Vi è una visione politica totalmente diversa tra noi due, io voglio rappresentare il nuovo della politica che fa capo a Matteo Renzi. Trentanovi rappresenta quella parte che dopo 30 anni si è accorta di dover entrare nel Partito Socialista Europeo".
di Matteo Pucci
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