C’era anche Il Gazzettino all’inaugurazione. Il sindaco: “Una targa sulla sua casa a San Donato”

TAVARNELLE – E’ stata inaugurata martedì 4 marzo, alla presenza di tantissime persone, la mostra “In viaggio con don Cuba”, in onore a don Danilo Cubattoli, nella Galleria delle Carrozze di Palazzo Medici Riccardi in via Cavour, a Firenze.

 

Mostra organizzata con il patrocinio della Regione Toscana, del Comune e della Provincia di Firenze, il contributo dell’associazione Onlus “Obbiettivo Giovani di San Procolo” e di ChiantiBanca.

 

L’inaugurazione è stata preceduta da una presentazione nella sala Luca Giordano, alla presenza di Stefano Fusi consigliere della Provincia in sostituzione del presidente Andrea Barducci, Claudio Maniago vescovo ausiliare di Firenze, Mario Primicerio Presidente Fondazione La Pira, Sestilio Dirindelli sindaco di Tavarnelle, Lapo Mazzei grande amico di don Cuba, James Alex Msekela Ambasciatore della Repubblica di Tanzania, Lorenzo Bojola curatore della mostra.

 

“In viaggio con Don Cuba”, a cura di Lorenzo Bojola, resterà aperta fino al 2 aprile, dal martedì alla domenica, dalle 11 alle 19. Nella Sala delle Carrozze saranno esposte nuove testimonianze sul viaggio in Africa di don Cuba, provenienti per lo più dall’archivio personale del sacerdote scoperto da Lorenzo Bojola lo scorso anno.

 

Fotografie, appunti di viaggio e testi saranno riprodotti su una delle due facce di un lungo pannello che si snoda attraverso l’intera Sala delle Carrozze, come un grande serpente colorato.

 

Data l'esigenza di sviluppare un doppio percorso espositivo (vita e viaggio in Africa), infatti, è stato realizzato un innovativo sistema di allestimento: un supporto in pvc bifacciale per stampa ad alta definizione, con anima in fibra di tessuto indeformabile, applicato su una struttura metallica.

 

Questa soluzione ha permesso di realizzare una stampa di oltre 50 metri per faccia, per un totale di 100 metri, con una unica struttura di sostegno e, di conseguenza, un notevole risparmio economico.

 

Sull’altra faccia del nastro stampato saranno esposti disegni, fotografie e scritti che raccontano gli episodi principali della vita di don Cuba: dal suo impegno come cappellano del carcere fiorentino, ai cineforum per le parrocchie e i circoli ricreativi, fino al “Premio Speciale Ragazzi e Cinema” istituito presso la Mostra del cinema di Venezia.

 

E ancora, la casa famiglia in San Frediano con Ghita Vogel, le colonie estive a Vada, l’insegnamento per i ragazzi delle scuole medie, le iniziative a favore dell’attività sportiva.

 

Grazie alla recente scoperta di alcuni diari, inoltre, sarà possibile leggere il racconto del tutto inedito degli anni del seminario, durante la Seconda Guerra Mondiale, con il suo coraggioso impegno a favore degli ebrei e dei partigiani, per una rete di solidarietà voluta dal Cardinale Elia Dalla Costa.

 

Ovviamente coinvolta la comunità di Tavarnelle, visto che don Cuba è nato, ha vissuta una parte della sua vita, e oggi è sepolto a San Donato in Poggio.

 

"Sono qui – ha detto infatti il sindaco Sestilio Dirindelli – per il legame stretto che don Cuba ha sempre avuto con Tavarnelle e in modo particolare con la comunità di San Donato. E’ vero che la sua vita e l’attività pastorale si è svolta nell’ambito fiorentino, ma don Cuba ha sempre voluto avere un contatto con la sua comunità di origine".

 

"Personalmente – ha ricordato – ne sono stato un fortunato testimone: ricordo quando negli anni ’70, insieme ad un gruppo di giovani del circolo cattolico e della casa del popolo di Tavarnelle, ci siamo rivolti a lui per imparare quello che era il linguaggio del cinema. Abbiamo così organizzato un Cineforum e don Cuba, ben felice, della richiesta arrivò a Tavarnelle portando personalmente le pellicole per poi intrattenerci nelle spiegazioni".

 

"Ma il ricordo più bello che ha lasciato alla comunità di Tavarnelle – ha proseguito – è avvenuto il 17 luglio 2005, nella piazza del comune dove si presentava il primo libro sui giorni della liberazione di Tavarnelle. In quell’occasione don Cuba fece un intervento particolare dopo che gli fu ricordato un suo gesto da eroe, quando nascose un soldato tedesco ucciso a Pietracupa evitando la rappresaglia".

 

"Replicò così – ha detto il sindaco – "Non ho fatto un gesto eroico, fra di noi, nella nostra comunità c’è sempre stato il senso della solidarietà. Questa cosa in città non la capiscono, se sono diventato prete lo devo a tutti voi, ai vostri babbi alle vostre mamme ai vostri nonni che mi hanno insegnato questo senso dell’uguaglianza e il senso della fratellanza". Questo è il messaggio che ha lasciato alla mia comunità e che porto sempre dentro di me".

 

"Come amministrazione comunale – ha tenuto a sottolineare Dirindelli – siamo contenti di avere dato il via al percorso che ci porta qui alla realizzazione di questa nuova mostra nata dalla prima a San Donato in Poggio, grazie al nipote di don Cuba, Luca Becheroni, che aveva custodito per molti anni i negativi delle foto riguardanti il viaggio che don Cuba aveva fatto con “Steve” sul Kilimangiaro".

 

"Con la collaborazione di Lorenzo Bojola – ha detto in conclusione il sindaco – fu allestita la prima mostra a Palazzo Malaspina di San Donato, nel marzo 2012. Ebbene tanto fu il successo che per ben due volte abbiamo dovuto prolungarla per le tante richieste dei visitatori. La mostra qui a Firenze è molto più ricca di materiale inedito grazie ai documenti messi a disposizione di Lorenzo Bojola da Ghita Vogel. L’occasione però mi è gradita per comunicare che abbiamo individuato con certezza la casa natale di don Cuba a San Donato e come amministrazione ci faremo carico di mettere una targa su quella casa".

 

Tante le persone arrivate per l’inaugurazione da San Donato, Tavarnelle, San Casciano, Montefiridolfi, molte delle quali hanno conosciuto e ricordano con affetto don Danilo Cubattoli, chiamato da tutti don Cuba. Un doveroso omaggio a un sacerdote che amava stare tra la gente, tra i poveri, tra gli ultimi.

di Antonio Taddei

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