Scudo Verde, mozione della consigliera comunale Venezia: “Il sindaco Ciappi lavori per non farlo attuare così com’è”

La sollecitazione: "Almeno fino a quando non saranno realizzate tutte quelle implementazioni del trasporto pubblico e dei parcheggi scambiatori"

SAN CASCIANO – La consigliera comunale della Lega (gruppo misto) a San Casciano, Benedetta Venezia, ha presentato una mozione in cui chiede a sindaco e giunta di “farsi promotore nei confronti del sindaco di Firenze e della Città Metropolitana di Firenze affinché non venga attuata la misura dello Scudo Verde nelle forme e tempi ipotizzati”.

Almeno, scrive Venezia nella mozione, “fino a quando non saranno realizzate tutte quelle implementazioni del trasporto pubblico e dei parcheggi scambiatori”.

“Ciò – scrive ancora – al fine di evitare spaccature profonde tra la città e l’area metropolitana, penalizzanti e discriminatorie soprattutto per le fasce più deboli della nostra popolazione non in grado di acquistare un nuovo veicolo”.

Allo stesso tempo, invita “a riconoscere l’importanza e la necessità di ridurre le emissioni di Co2, anche disincentivando l’uso del mezzo privato ma a favore dello sviluppo e del rafforzamento del trasporto pubblico locale”.

“Dall’1 aprile – ricorda – il sindaco di Firenze, nonché sindaco Metropolitano, ha deciso di installare alle entrate della città di Firenze 81 porte telematiche, attive dal 2023, che limiteranno l’accesso alla città ai cittadini della Città Metropolitana con veicoli inizialmente diesel fino a Euro 4 e successivamente a benzina Euro 2 fino ad arrivare agli Euro 5 ed Euro 3. I cittadini non residenti che violeranno la “ZTL verde” vedranno recapitarsi a casa una sanzione, da giugno in poi”.

“La suddetta misura – prosegue Venezia – che negli intenti vuole affrontare la problematica dell’inquinamento atmosferico, rischia nel concreto di essere discriminatoria per i cittadini residenti nella Città Metropolitana che non dispongono di un veicolo meno inquinante di ultima generazione, andando pertanto a colpire soprattutto le fasce meno abbienti della popolazione, impossibilitati ad acquistare un’auto nuova”.

“E’ stata richiesta una deroga da parte dell’opposizione in consiglio comunale a Firenze – aggiunge – per i ceti meno abbienti in base all’ISEE, ma è stata bocciata dall’amministrazione di sinistra. Sono stati richiesti anche dei finanziamenti in tal senso al Comune di Firenze e alla Regione, ma nulla è stato messo in previsione, se non richiedere aiuto al Governo, ma tali finanziamenti dello Stato sono pochi per gli effettivi aventi bisogno”.

Precisa che “la normativa Euro 0 e Euro 2 nata più di 20 anni fa, fino ad oggi non è mai stata rispettata nei vari Comuni tant’è che i veicoli interessati da questo provvedimento rappresentano un’alta percentuale del parco circolante nella Città Metropolitana, circa 60.000 vetture come specifica Aci e la maggior parte sono veicoli che vengono utilizzati dai cittadini per svolgere le proprie attività lavorative”.

Ribadisce che “non vi è stata una campagna di informazione per informare tutti i cittadini, soprattutto della provincia delle problematiche a cui si andrà incontro nei prossimi mesi ed anni”.

E conclude ricordando “lo stato attuale del trasporto pubblico locale, soprattutto da certe aree come il Mugello, il Chianti, la Valdisieve, il Valdarno (rimasti fuori anche dalla sperimentazione dell’Unico Metropolitano) si presenta, già oggi, in un gravissimo stato di sofferenza e disservizio, e pertanto assolutamente non in grado di supplire al trasporto privato”.

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