SAN CASCIANO – “Consiglio comunale sancascianese convocato il 10 aprile, con un anticipo decisamente insolito da una maggioranza a senso unico. E cittadini ancora una volta ignorati!”.
Lo dicono le consigliere comunali di Fratelli d’Italia, Francesca Calamandrei e Roseline Khalil: “All’inizio di questo mandato fu indetta una riunione dei capigruppo per spiegare la prassi della gestione degli impegni. Il consiglio, mensile, è convocato verso fine del mese, le commissioni circa una settimana prima e comunque il tutto pattuito nella riunione dei capigruppo da tenersi ad inizio mese, per permettere ai consiglieri di organizzare i propri impegni in anticipo”.
“Questo 2025 – accusano – è partito ignorando prassi e rispetto per il confronto istituzionale. Gennaio: consiglio non indetto. Febbraio: consiglio convocato il 24 febbraio con all’ordine del giorno 26 punti. Una sessione continuativa, dalle ore 14 alle ore 21. Marzo: consiglio non indetto. Aprile: cambio delle tempistiche, consiglio convocato il 10, cioè nella prima decade del mese. La riunione dei capigruppo per comunicarlo indetta per il 24 marzo. L’ordine del giorno con ben 22 punti”.
“Noi consigliere di Fratelli d’Italia – denunciano – non abbiamo presentato i nostri atti perché purtroppo a questo consiglio non riusciremo ad essere presenti per impegni improrogabili presi nei primi 10 giorni del mese, in virtù degli accordi che ci erano stati riferiti e non rispettati. Noi ci chiediamo ancora perché fare un consiglio ogni due mesi, con la conseguenza di troppi argomenti all’ordine del giorno e la carenza di quel tempo necessario per approfondire come si deve gli argomenti”.
“Abbiamo lavorato con impegno – puntualizzano Calamandrei e Khalil – ma presenteremo i nostri atti al prossimo consiglio con interrogazioni puntuali e concrete: una sul palazzo comunale, una sulla Torre dell’Acqua, una sui parcheggi irregolari nella Ztl al Piazzone. Siamo anche in attesa della risposta scritta a interrogazioni sul bando contributi impianti sportivi della Regione Toscana 2025; e una in merito alle opere la difesa del suolo inserite o da inserire nel DODS, oltre che aver preparato una mozione sul CUDE (Contrassegno Unico Disabili Europeo)”:
“Ribadiamo – riprendono – che noi consigliere di Fratelli d’Italia preferiamo trattare argomenti reali, legati alla quotidianità dei cittadini, alla vivibilità del territorio e alla gestione responsabile delle risorse pubbliche. E non a riempire l’agenda con mozioni e temi del tutto slegati dalla realtà quotidiana dei cittadini”.
“In questo consiglio – affermano – teniamo a portare all’ attenzione dei cittadini che ai punti 6 e 7 dell’ordine del giorno c’è la tassa dei rifiuti e l’approvazione del regolamento per l’applicazione. Dopo l’Imu e l’Irpef aumentate a dicembre – un bel regalo di Natale – ora arriva il “regalo di Pasqua”: la Tari e il suo aumento del 7% annuale. Un tema che riguarda da vicino tutte le famiglie, i commercianti e gli operatori economici del nostro territorio. Una vera e propria tassa occulta che pesa direttamente sulle tasche dei cittadini”.
“E i numeri parlano chiaro – spiegano – una famiglia con un solo componente passa da 118,15 a 125,48 euro. Una famiglia con cinque componenti vede aumentare sia la parte fissa (da 1,39 €/mq a 1,53 €/mq), sia quella variabile (da 472,62 a 501,93 euro). E non va meglio per commercianti e ristoratori, che già durante la campagna elettorale avevano espresso tutto il loro disagio. Gli ambulanti, in particolare nelle frazioni, hanno addirittura ridotto le giornate settimanali di presenza perché siamo il Comune con i costi più alti della zona”.
“Le proteste dei cittadini sono ormai quotidiane – aggiungono – ma sistematicamente ignorate. Si moltiplicano le segnalazioni di bollette esorbitanti. Cittadini che pubblicano nero su bianco gli aumenti della propria attività: 5.051,00 euro nel 2022, 5.610.00 euro nel 2023, 5.956,96 nel 2024. Le previsioni contenute nei bilanci comunali sono chiare, nessuna frenata neppure nel 2025, i 13 voti della maggioranza saranno favorevoli a questo ennesimo aumento del 7%. Questi aumenti sono causati da una gestione fallimentare e disastrosa della raccolta e del trattamento dei rifiuti. Una gestione che dura da oltre 30 anni da parte dello stesso partito e che non ha mai prodotto un vero piano rifiuti”.
“In compenso – dicono ancora – abbiamo dovuto pagare progetti milionari mai funzionanti. Il gassificatore di Testi è costato circa 100 milioni di euro. Il centro di compostaggio del Ponterotto, secondo un supplemento del Bollettino Ufficiale della Regione Toscana n. 42 del 17 ottobre 2007, è costato ben 3.824.880 euro. Un impianto che, fin dalla sua apertura (novembre 2002), ha creato una situazione insostenibile nel raggio di due chilometri, tra esalazioni nauseabonde e proliferazione di insetti, fino ad arrivare alla sospensione delle attività da febbraio a giugno 2005, e poi di nuovo dall’agosto 2006 fino a tutto novembre 2006”.
“Scelte scellerate – incalzano – fatte senza alcun criterio, e soprattutto senza alcuna considerazione per il paesaggio del Chianti e la salute dei cittadini. E che nessuno provi a giustificarsi con la solita scusa dei finanziamenti europei: anche i soldi sprecati vanno restituiti, e il conto lo paghiamo noi cittadini. Nel frattempo, i nostri rifiuti non vengono trattati localmente, ma spediti – a caro prezzo – in Emilia-Romagna o addirittura in Austria. Questo significa che paghiamo due volte: prima per realizzare impianti inutilizzabili, poi per smaltire altrove ciò che non possiamo più trattare qui”.
“Ci duole davvero non poter votare la nostra contrarietà a tale aumento – riferiscono – e di poter ancora una volta sostenere che i temi portati all’ordine del giorno dalla maggioranza non sono di per sé inutili, ma il punto è un altro: vengono discussi nella sede sbagliata, con un approccio ideologico che serve più a darsi visibilità che a risolvere i problemi. Mentre loro parlano di difesa comune europea e geopolitica, la vita quotidiana dei cittadini continua a peggiorare, tra rincari, disservizi e totale mancanza di programmazione”.
“Noi – promettono in conclusione – continueremo a fare opposizione seria, concreta, basata sui fatti. Continueremo a portare in aula le voci del territorio, quelle vere, troppo spesso ignorate. E continueremo a denunciare ogni tentativo di spostare l’attenzione su questioni lontane, mentre i problemi locali restano senza risposta!”.
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