Barberino Tavarnelle, la dottoressa Paola Belli in pensione: “Ringrazio tutti i miei pazienti per l’affetto”

In "prima linea" dal 1989, ci racconta questi decenni di professione: i grazie anche alla storia segretaria, Anna Maria, e a Fabio Chiti, "che mi ha insegnato tutto dell'emergenza"

BARBERINO TAVARNELLE – Dopo oltre trentacinque anni di lavoro, il 31 gennaio è andata in pensione la dottoressa Paola Belli, medico di famiglia di tanti tavarnellini e barberinesi.

E un’ondata di affetto l’ha letteralmente travolta. Nelle ultime due settimane tutti i suoi pazienti l’hanno salutata, tra regali, biglietti commoventi e… pianti, tra malinconia ma anche soddisfazione: quella di aver lasciato in loro un bel ricordo.

Originaria di San Gimignano (dove abita tuttora), per trentatré anni ha avuto l’ambulatorio a Barberino e Vico d’Elsa, sopra la farmacia. Qui ha svolto la sua professione con grande gioia e passione.  

Qui ha visitato tanti pazienti, seguendo principalmente un obiettivo: far sì che chi entrava da lei si sentisse accolto e sollevato. Lei infatti ha sempre basato il suo lavoro sul rapporto umano, sul contatto con le persone.

“E’ una sensazione strana –  ci risponde la dottoressa Belli, quando le chiediamo come stia vivendo i primi giorni da pensionata – Per adesso mi sembra di essere in vacanza, non mi rendo ancora bene conto. Però mi sento bene: avevo bisogno di un po’ di riposo”. 

E’ già subentrato al suo posto, nell’ambulatorio di Barberino Val d’Elsa, il dottor Lorenzo Petroni, che riceve tutti i giorni dal lunedì al venerdì. 

Ripercorriamo con lei la sua carriera, sin dagli inizi: “Mi sono laureata nel 1987 – racconta – e ho incominciato a lavorare nel 1989 come medico d’emergenza, soprattutto a Tavarnelle: a quei tempi eravamo l’Asl pilota per il medico a bordo dell’ambulanza”.

“Quei sei anni sono stati la scuola migliore che potessi fare – ammette, con orgoglio – anche grazie alla Misericordia di Barberino Tavarnelle, soprattutto grazie a Fabio Chiti (scomparso nel giugno 2025, n.d.r.): è lui che mi ha insegnato tutto dell’emergenza”. 

Poi nel 1993 Paola ha ottenuto la convenzione con i mutuati: “Non appena sono diventata medico di Medicina Generale – ci confida – ho capito che quello era il mio posto”.

Negli anni ci sono stati senza dubbio momenti difficili: “Il Covid-19 ci ha messo a dura prova: è stato un incubo – ricorda – ma con l’aiuto di tutti ce l’abbiamo fatta”.

“Anche in quella circostanza – aggiunge – un supporto prezioso è stato il confronto tra noi medici di Barberino Tavarnelle, sia la “vecchia guardia” che i più giovani, che si sono perfettamente inseriti nel gruppo. Siamo sempre stati uniti, tra noi non sono mai mancati il rispetto e la cooperazione”.

Le domandiamo che cosa in particolare porti nel cuore: “Paradossalmente – riflette – i momenti che mi hanno unito di più ai pazienti sono stati quelli in cui ho dovuto accompagnarli nell’ultima fase della vita: per me era fondamentale stare loro vicino in quei momenti così delicati”.

“Colgo l’occasione – ci tiene a dire – per ringraziare i miei pazienti per l’affetto che mi hanno dimostrato e per la fiducia che hanno riposto in me”.

“Un grazie speciale – conclude la dottoressa Paola Belli – va ad Anna Maria, la mia segretaria, che ha condiviso più di vent’anni di lavoro con me ed è stata la mia forza”.

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