IMPRUNETA – “Doppi turni, mancanza di personale, mancanza di igiene: è una situazione che si protrae da circa un anno, non possiamo più andare avanti così”.
A raccontarcelo è una lavoratrice della Cooperativa Sociale Elleuno, che presta servizio presso l’Opera Pia “Leopoldo e Giovanni Vanni”, la storica Rsa di Impruneta.
Ed è un racconto che ribadisce una situazione emersa un anno fa: era l’agosto 2025 infatti quando la protesta di chi lavora in Opera Pia sfociò in uno stato di agitazione, con un incontro in Prefettura e le dichiarazioni di sostegno ai lavoratori da parte del direttore dell’Opera Pia. Ma da allora pare che niente sia cambiato.
“Mettiamo la vita a rischio – prosegue la lavoratrice – La nostra e quella degli ospiti. Lavoriamo dodici ore al giorno, con 40 gradi fuori: come possiamo assistere in modo degno, tanto per fare un esempio, una persona con Alzheimer?”.
La conferma del racconto arriva da Alessandro Bottai, Uil Fpl Toscana, sindacato che in Opera Pia ha il maggior numero di iscritti.
“I lavoratori hanno sempre con un carico di lavoro incredibile – inizia – non ce la fanno. Domenica scorsa ad esempio c’era un solo operatore socio sanitario. Oggi non era stata sostituita la persona che era con me in sede sindacale, ed era un permesso notificato mercoledì scorso”.
“E’ un meccanismo che non funziona – afferma Bottai – La cooperativa ci dice che non c’è personale e che fra emergenze, malattie e permessi, non riesce a organizzare il lavoro. Ma l’appalto lo hanno vinto loro, di devono organizzare”.
“C’è carenza di operatori socio sanitari – prosegue Bottai – di addetti alle pulizie, che devono fare corse disumane per tenere la struttura in modo dignitoso. Di quante unità sono sotto organico? Dipende da quanti ospiti ci sono in quota sanitaria, su quelli vengono fatti i calcoli: ma anche gli autosufficienti hanno una auto sufficienza, diciamo così, limitata”.
“Abbiamo contattato più volte la direzione dell’Opera Pia – fa sapere Bottai – ma non ci sono mai state date risposte. La direzione deve sapere se la cooperativa è adempiente con il personale, con il contratto che hanno stipulato. Queste sono strutture socio sanitarie dove l’utenza è fragile, e il lavoratore deve essere messo nelle condizioni di lavorare nel miglior modo possibile. Con un carico di lavoro omogeneo, tranquillo: fare 12-14 ore di fila non è sostenibile”.
“Abbiamo interessato anche il Comune di Impruneta su questa vicenda – conclude Bottai – e si sono prodigati per pressare la direzione dell’Opera Pia. Il presidente? Demanda la parte organizzativa al direttore. Ai primi di agosto abbiamo indetto congiuntamente con Cgil un’assemblea del personale: e da lì, probabilmente, ci sarà lo stato di agitazione”.
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