Questa è l’immondizia che abbiamo raccolto oggi in via Lucciano, una strada meravigliosa che unisce i comuni di San Casciano e Montespertoli, una strada che io e i miei figli percorriamo ogni giorno e dove ogni giorno purtroppo ci stiamo abituando a vedere sporcizia di ogni tipo.
Abbiamo raccolto di tutto, cartacce, pacchetti di sigarette, piatti rotti, vestiti, medicinali, bottiglie di plastica. Tanta plastica.
C’erano addirittura un materasso e un deumidificatore (che abbiamo segnalato ad Alia).
Mi sono chiesta tante volte che cosa può passare nella testa di una persona che compie un gesto del genere.
E tante volte ho provato un senso di indignazione enorme, e un forte disprezzo per chi preferisce deturpare l’ambiente e inquinare piuttosto che gettare i propri rifiuti in un cassonetto o riportarseli a casa.
Tuttavia, in quel preciso istante in cui si decide di non voltarsi dall’altra parte e di pulire, l’indignazione trova il suo riscatto.
Raccogliere quel rifiuto significa rifiutare la rassegnazione e l’indifferenza, trasformando un momento di frustrazione in un piccolo ma potente atto di cura e di rispetto verso il mondo e le persone che lo abitano.
Voglio che i miei figli crescano nella consapevolezza che l’inciviltà non deve diventare la normalità.
E che per ogni persona che sporca, ce n’è un’altra pronta a prendersi cura dell’ambiente.
Ricordandoci che la strada verso un mondo più pulito e consapevole comincia sempre dai passi di chi sceglie di fare la differenza.
Chiara Rigacci
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