Caccia, consiglieri M5S: “Fauna stremata da caldo. La Regione rinvii apertura stagione”

"Questa non è una battaglia contro i cacciatori, né una contrapposizione ideologica. È una questione di responsabilità e di buon senso che riguarda tutti" sostengono Rossi Romanelli e Galletti

FIRENZE – “Le eccezionali condizioni climatiche di questa estate impongono alla Regione Toscana una valutazione seria e responsabile delle conseguenze sulla fauna selvatica. Il caldo estremo e la prolungata siccità hanno compromesso la disponibilità di acqua e di risorse alimentari, sottoponendo gli animali a uno stress che non può essere ignorato nella definizione dell’attività venatoria”.

Lo dichiarano i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Luca Rossi Romanelli e Irene Galletti, intervenendo sulla richiesta sottoscritta da diciassette associazioni ambientaliste e animaliste di rinviare al 1° ottobre l’apertura generale della stagione venatoria, attualmente prevista per il 20 settembre, e di annullare le preaperture del 2 e 6 settembre.

I consiglieri chiedono inoltre alla Giunta di “sospendere la pre apertura della caccia di selezione al capriolo, che in modo estremamente chiaro il parere ISPRA di maggio 2025 aveva indicato di evitare”.

“I dati recentemente presentati dal Consorzio LaMMA – proseguono i consiglieri – descrivono una situazione che non può essere sottovalutata. Luglio 2026 è stato il più caldo mai registrato in Toscana dal 1955 e il bimestre giugno-luglio è risultato secondo soltanto a quello del 2003”.

“La stessa ISPRA – aggiungono – in presenza di gravi condizioni di siccità, ha indicato tra le misure precauzionali il rinvio dell’apertura della caccia all’inizio di ottobre e, nel parere sul capriolo dell’11 maggio scorso, ha chiesto di escludere il prelievo di femmine e piccoli dal 15 agosto al 30 settembre”.

“In queste condizioni – specificano – mantenere invariato il calendario venatorio e consentire la prosecuzione della caccia di selezione al capriolo nel periodo di svezzamento significherebbe ignorare lo stato di particolare stress cui è sottoposta la fauna selvatica”.

“Questa istanza arriva anche da associazioni con le quali abbiamo avuto modo di confrontarci e lavorare durante il percorso sul Piano faunistico-venatorio regionale – sottolineano – Nel corso del tempo abbiamo ascoltato e approfondito le ragioni poste alla base delle loro richieste, maturando la convinzione che, nelle attuali condizioni climatiche e ambientali, la proposta avanzata sia fondata e meriti una risposta concreta”.

“La normativa nazionale e regionale – ricordano Rossi Romanelli e Galletti – consente alla Regione di ridurre o limitare l’attività venatoria in presenza di particolari condizioni ambientali, stagionali o climatiche. Ci attiveremo quindi nelle sedi opportune affinché la Giunta e il presidente Giani valutino con attenzione l’istanza ricevuta e assumano, sulla base dei dati disponibili, i provvedimenti necessari. Confidiamo che da parte loro vi sia una risposta altrettanto consapevole e attenta alle esigenze di tutela rappresentate”.

“Vogliamo rivolgerci con chiarezza anche al mondo venatorio – dicono – Questa non è una battaglia contro i cacciatori, né una contrapposizione ideologica. È una questione di responsabilità e di buon senso che riguarda tutti”.

“Non possiamo riconoscere gli effetti del cambiamento climatico e poi continuare ad assumere decisioni come se le condizioni ambientali non fossero mutate. Proteggere la fauna, la biodiversità e gli equilibri naturali significa tutelare un patrimonio comune e l’intero territorio toscano” concludono Rossi Romanelli e Galletti.

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