Sono ormai due anni che ha preso avvio la legislatura 2024-2029, la seconda dopo la prima di “assestamento” dopo l’unificazione dei due comuni Barberino e Tavarnelle.
Noi speravamo che il nostro nuovo comune partisse di slancio impostando fin da subito progetti e programmi nuovi per il futuro delle nostre comunità.
Dopo anni dì gestioni dei servizi associate nei due comuni ora fusi in uno solo, oggi più grande e quindi più strutturato in tutti i suoi settori economici sociali culturali.
Dobbiamo constatare che di cose ne sono state fatte in questi due anni, soprattutto nel territorio dell’ex comune di Barberino, dove sono stati investiti diversi milioni in opere pubbliche impellenti e necessarie e dove sono state sanate alcune situazioni che si stavano deteriorando. Questo è stato possibile grazie al finanziamento nazionale per l’unificazione dei due comuni
Non ci attarderemo sulle sterili polemiche di coloro che non seguono l’interesse pubblico e continuano a crogiolarsi nel proprio privato, cosa che oggi va molto di moda, guardando solo davanti al proprio portone di casa, ma vogliamo addentrarci sul perché non siano partiti progetti nuovi per costruire il futuro del nostro territorio.
Diciamo subito che Barberino Tavarnelle si colloca sicuramente fra i migliori della nostra zona, il Chianti Fiorentino,
anche se a noi sembra che manchi qualcosa per fare quel salto di qualità di crescita e consapevolezza collettiva.
Abbiamo frazioni in buono stato dove non mancano i servizi essenziali né sono afflitte da gravi, impellenti problemi e dove si vive relativamente bene.
Abbiamo delle zone industriali che pongono il nostro comune fra i primi della provincia di Firenze anche se oggi il settore risente delle problematiche che investono l’industria in tutta l’Italia: mancanza di manodopera (soprattutto qualificata), crisi aziendali per problemi di assestamento finanziari o di dimensioni.
Il turismo, con la sua incapacità di fare sistema e con alcune carenze gestionali, di qualità è un buon settore, con una notevole crescita dovuta alla bellezza del nostro territorio, ed alle sue radici culturali storiche, visto che siamo collocati tra Firenze e Siena con San Gimignano Colle Val d’Elsa e Volterra ed il territorio di tutta la Toscana.
Vi è anche sul territorio del nostro comune traccia attiva ed interessante di artigianato artistico da sostenere con corsi di formazione e da rilanciare.
Se si esclude la produzione vinicola vi sono molti problemi negli altri settori agricoli a partire dalla produzione dell’olio.
Credo di aver fatto un esame abbastanza realistico del nostro comune unico, Barberino Tavarnelle, ma allora quale è la spinta che manca per il futuro?
La nostra società ha necessità di scrollarsi di dosso quel provincialismo di cui è ancora intrisa che ne frenano lo sviluppo culturale, economico, sociale.
C’è da fare un grande lavoro per valorizzare le nostre aziende a tutti i livelli, locale, nazionale e anche internazionale seguendo strade già iniziate da fondatori illuminati.
E’ evidente che per affrontare i nostri problemi, cioè di tutti i cittadini, occorre una forte unità d’intenti collettiva, con una capacità critica individuale e comunitaria, in collaborazione con le nostre istituzioni pubbliche e private (comprese le associazioni di categoria Cna, Confindustria, Coldiretti…) facendo della nostra amministrazione comunale, una squadra capace di guardare oltre ai problemi contingenti.
Essenziale risulterà la volontà di percorrere questo cammino di collaborazione tra cittadini ed associazioni senza chiusure o pregiudizi, ma con l’impegno di tutti noi per costruire insieme il futuro reale delle nostre comunità.
Rino Capezzuoli
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