Museo Archeologico del Chianti: alla Mostra “Ritorno nel Chianti” quasi 3mila accessi in agosto

Un vero e proprio record e un grandissimo successo per il primo mese di visita di questa esposizione che sarà a Castellina in Chianti fino al 10 gennaio 2027

CASTELLINA IN CHIANTI – In un mese sono stati quasi 3mila gli accessi al Museo Archeologico del Chianti e alla Mostra “Ritorno nel Chianti. Dipinti del XIV e XV secolo”.

Un vero e proprio record e un grandissimo successo per il primo mese di visita di questa esposizione. Lo scorso anno in agosto gli accessi furono poco più di 1.533, quindi quasi il doppio quest’anno.

“E’ un risultato davvero bello, atteso, costruito  e che vogliamo continuare a coltivare. E non è finita qui” dice il primo cittadino Giuseppe Stiaccini

“Queste opere – riprende – ci danno nuova luce e spazio, rinnovano il legame col territorio chiantigiano per il quale sono nate tra il Tre e Quattrocento. Accendono un riflettore sulla storia del Chianti che è una perla artistica, culturale, ambientale che noi vogliamo recuperare, un senso di identità che ci fa sentire sempre più comunità e che ci fa riconoscere, reciprocamente”.

“Il loro messaggio è forte – ricorda – Raccontano di un periodo storico importante con i loro colori, i loro paesaggi, le loro storie. Parlano del rapporto con Firenze, così come della capacità di rinascere e tornare a splendere, visto che hanno trascorso 25 anni negli archivi delle pinacoteche. Noi le abbiamo riportate a casa, qui. Queste opere, tra l’altro, danno un grande valore alla Sala Consiliare che diventa un qualcosa di davvero unico nel nostro territorio”.

“Insieme alle tavole quattrocentesche di “Ritorno nel Chianti” – fa notare Marco Firmati, direttore del Museo –  il Museo ospita nelle sue sale, in dialogo con i materiali etruschi dal tumulo di Montecalvario, le opere dell’artista contemporaneo Michelangelo Consani. L’esposizione, che presenta sculture e disegni con forti richiami al mondo etrusco, è stata infatti prorogata dalla Fondazione Musei Senesi fino all’1 novembre”.

“Stiamo lavorando per fare rete con gli stakeholder del territorio, comprese le scuole – aggiunge Lucrezia Manoesperta, responsabile Coop Quadrifoglio che gestisce il Museo – L’obiettivo è quello di far diventare questa mostra diventi un’occasione di cultura diffusa: non un evento isolato, ma un percorso condiviso capace di coinvolgere associazioni, operatori e istituzioni scolastiche in un unico racconto del Chianti”.

“Ritorno nel Chianti. Dipinti del XIV e XV secolo” sarà protagonista al Museo Archeologico fino al 10 gennaio 2027. In mostra c’è una tempera su tavola del XV secolo, “La Madonna col Bambino e i santi Biagio, Caterina d’Alessandria, Agnese e Agostino” di Bicci di Lorenzo, esponente di una delle principali botteghe familiari fiorentine, originariamente presso la Pieve di Sant’Agnese (che risale al 1000) e poi rimasta per 25 anni nei depositi della Pinacoteca di Siena.

Stesso destino per l’altra tempera su tela quattrocentesca, ovvero La Madonna col Bambino e i santi Giorgio e Francesco di Cosimo Rosselli che originariamente trovava posto nella Chiesa di San Giorgio in Piazza, edificio di origine romanica consacrato nel 1084, situato nella frazione La Piazza del comune di Castellina.

Rosselli è stato allievo dal maggio 1453 all’ottobre 1456 di Neri di Bicci, per poi passare al seguito di Alesso Baldovinetti. Si ipotizza che abbia poi lavorato anche con Benozzo Gozzoli.

E poi la trecentesca “Crocifissione coi Dolenti e San Francesco di Niccolò” di Pietro Gerini, anche in questo caso una tempera su tavola che originariamente aveva collocazione a Gaiole in Chianti, nella Pieve di San Sigismondo, ovvero la chiesa più importante di Gaiole. L’opera è data 1390-1395 circa.

La mostra è organizzata e promossa dal Comune di Castellina in Chianti insieme alla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo. E’ patrocinata da Regione Toscana e Provincia di Siena, con la collaborazione di Fondazione Musei Senesi.

E’ curata da Nicoletta Matteuzzi, funzionario storico dell’arte della Soprintendenza di Siena, e Marco Firmati, direttore del Museo Archeologico del Chianti di Castellina.

A rendere possibile l’organizzazione ci sono la Soprintendenza, gli studiosi il cui lavoro scientifico sarà pubblicato nel catalogo, la gestione del Museo Archeologico del Chianti, le Diocesi proprietarie delle opere, ovvero la Diocesi di Fiesole e l’Arcidiocesi di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino, i Musei Nazionali di Siena, i finanziatori privati che hanno contribuito attraverso l’Artbonus.

La mostra sarà aperta tutti i giorni dalle 10 alle 18. Tutte le info sono sul sito www.museoarcheologicochianti.it/contatti.

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