CHIANTI FIORENTINO – La metodologia della ricerca d’archivio – basata su intuito, spirito d’osservazione e attenzione al dettaglio – diventa il nucleo operativo per la produzione letteraria di Franca Ceccatelli.
Forte delle ricerche storico-archivistiche sul territorio, che hanno condotto alla pubblicazione dei volumi “Mulini e mugnai nella Podesteria di Greve nel Cinque-Seicento” (Pagnini, 2022) e “Mulini e mugnai a Barberino Tavarnelle dal Cinquecento al Novecento” (Chiria, 2025), la studiosa grevigiana presenta un percorso lineare che unisce il rigore documentario alla narrativa di genere.
Una serie di appuntamenti in partenza delineano i risultati finora conseguiti.
Il primo sarà venerdì 18 settembre, con la consegna del premio per la vittoria della V Edizione della Rassegna Multimediale Europea (sezione narrativa) grazie al racconto Conti chiusi.
Si prosegue sabato 26 settembre con il conferimento della menzione d’onore alla II Edizione di “Santa in giallo”, festival della letteratura gialla di Santa Margherita ligure, per lo stesso racconto.
Infine venerdì 9 ottobre con la presentazione ufficiale a Forlì, nell’ambito del Festival forlivese della Libertà, dell’antologia di racconti gialli/thriller edita da Historica Giubilei Regnani, all’interno della quale è stato selezionato e inserito il racconto Berlino 1940 – Roma 1943.
Questa continuità di lavoro si focalizza infine sul progetto principale: il romanzo Sit tibi terra levis, amico mio!, che segna il debutto nella narrativa noir di lungo respiro.
Il volume applica la precisione dell’indagine storica a una struttura poliziesca calata nella complessità degli anni di piombo.
La trama si sviluppa principalmente a Milano, con deviazioni geografiche che toccano Palermo, Firenze e Bologna, ove la storia attende il protagonista alle 10.25 del 2 agosto 1980, ora e giorno della strage alla stazione di Bologna.
L’opera, completata di recente, è in cerca di una collocazione editoriale per la sua pubblicazione.
“La ricerca d’archivio e la struttura del noir condividono una medesima impostazione: la ricerca dell’indizio nascosto e la ricostruzione di un quadro d’insieme” – dichiara Franca Ceccatelli – “Il lavoro sui mulini storici mi ha insegnato il valore del dettaglio. Quegli stessi strumenti oggi guidano la mia narrativa, sia nei racconti premiati sia nella complessità di un romanzo come Sit tibi terra levis, amico mio!, per il quale mi auguro di trovare al più presto la giusta casa editoriale”.
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