FIRENZE – Da oggi è pienamente e a tutti gli effetti pronta all'eventuale assistenza di un paziente con sospetta infezione da virus Ebola.
Il direttore sanitario dell’Azienda sanitaria di Firenze, Emanuele Gori, ha provveduto a comunicare alla direzione generale diritti di cittadinanza e coesione sociale della Regione il completamento delle procedure di competenza della Asl per l’avvio dell’operatività del reparto in caso di emergenza da malattia da virus Ebola.
Sono disponibili due stanze ad alto isolamento da impiegare all’occorrenza per le necessità di ricovero e la valutazione dell'infezione, con un disponibilità modulare massimo di due posti letto.
Seguendo le rigorose procedure stabilite nelle circolari ministeriali, sono stati valutati e concordati i percorsi specifici di accesso e sosta delle ambulanze, in modo che il paziente sospetto su cui devono essere effettuati i primi accertamenti possa essere ricoverato senza contaminare altri locali sanitari.
Gli operatori sanitari a cui è affidata l’accoglienza di questi pazienti sono stati adeguatamente formati in particolare sulle modalità con cui indossare i dispositivi di protezione individuale e sulle procedure da adottare per impedire la diffusione del virus.
Sono inoltre state valutate tutte le necessità diagnostiche di laboratorio e le problematiche strutturali del reparto di Malattie infettive, nonché gli aspetti relativi alle collaborazioni con il pronto soccorso e con la rianimazione di Ponte a Niccheri, nonché quelle con l’altro centro di riferimento a livello fiorentino individuato dalla Regione per la gestione dei possibili casi di Ebola, ovvero sia le Malattie infettive di Careggi.
In fase di svolgimento è la formazione per il personale della Rianimazione del Santa Maria Annunziata, formazione che terminerà il 26 novembre. Stanno inoltre proseguendo i corsi di formazione per medici, infermieri e sanitari dei pronto soccorso, nonché del 118, su come operare dinanzi a casi sospetti di Ebola.
Intanto si è chiuso, per fortuna, con un nulla di fatto il primo caso sospetto di Ebola in Toscana. Era quello di un antropologo senese che si è sentito male dopo essere rientrato da uno dei tre paesi africani dove è diffuso il virus e che è stato ricoverato in isolamento a Careggi.
Il ministero della Salute ha confermato la negativita' delle analisi sull'uomo ricoverato al Careggi di Firenze. "Le analisi eseguite allo Spallanzani di Roma hanno dato esito negativo" si legge nella nota del ministero.
di Redazione
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