CHIANTI FIORENTINO – "Stiamo lavorando nella rilevazione dei dati e nella continua interfaccia con l'INGV".
Parole di Emanuele Pace, presidente dell'Osservatorio Polifunzionale del Chianti a Montecorboli, che oltre a mostrare la volta celeste con il telescopio effettua anche i rilevamenti sismici dalla postazione al confine fra i comuni di Barberino Val d'Elsa e Castellina in Chianti.
E', quindi, la struttura specializzata più vicina allo sciame sismico in corso dal 18 dicembre nel Chianti: "Parliamo appunto di sciame sismico – dice Pace – quando siamo di fronte, come in questo caso, a scosse ripetute al di sopra dei 2 gradi nella scala Richter che si ripetono con frequenze abbastanza elevate".
"Non è quindi una scossa unica, lunga e prolungata – dice ancora – ma una serie, con distanze anche di 10-15 minuti l'una dall'altra, fra le quali qualcuna può essere più intensa".
"Perché tutte in quella zona? L'area del Chianti – risponde Pace – risente delle ripercussioni degli assestamenti della faglia dell'Appennino. In questo senso stiamo per emettere uno "storico" delle scosse nel Chianti per mostrare che qui certi fenomeni ci sono da decenni".
"Consigli? Niente panico ovviamente – conclude Pace – in queste situazioni bisogna stare attenti ma non lasciarsi prendere dal panico. Sono tipologie di terremoto che, almeno per come si è presentato fino ad ora, ci danno la possibilità di non farsi prendere dal panico. Resta ovviamente un fenomeno del quale non possiamo prevedere gli sviluppi, ma che possiamo osservare e affrontare".
di Matteo Pucci
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