CHIANTI – Si è svolto nelle scorse settimane il primo evento in Asia per la presentazione della nuova tipologia di Chianti Classico, all’Ambasciata d’Italia a Tokyo.
La Gran Selezione ha riscosso un’accoglienza entusiastica da parte del pubblico giapponese. Ottime le prospettive di crescita del mercato.
Alla prima assoluta del Gallo Nero in Asia hanno partecipato quasi in 250, tra esponenti della stampa e del trade.
Un’accoglienza e un apprezzamento oltre le aspettative quelli dimostrati verso le etichette di 24 tra i produttori più illustri d’Italia: Barone Ricasoli, Casa Emma, Casaloste, Castello d’Albola, Castello di Ama, Castello di Cacchiano, Castello di Fonterutoli, Castello di Radda, Castello di Volpaia, Castello Vicchiomaggio, Fattoria La Ripa, Felsina, Fontodi, Il Molino di Grace, Lanciola, Marchesi Antinori, Poggio ai Mandorli, Rocca delle Macie, Rocca di Castagnoli, San Fabiano Calcinaia, San Felice, San Vincenti, Vignamaggio e Villa Calcinaia.
Dopo il saluto introduttivo da parte dell’ambasciatore Domenico Giorgi e di Sergio Zingarelli, presidente del Consorzio Vino Chianti Classico, l’evento si è aperto alle 15 con il seminario di presentazione della Gran Selezione per voce del wine expert Isao Miyajima a cui hanno partecipato una cinquantina di giornalisti accreditati.
Il programma è proseguito presso la Sala del Lago con il tasting della Gran Selezione che è stata degustata in abbinamento ad un menù di cucina fusion toscana-giapponese.
La residenza dell’ambasciatore è stata degna cornice per la presentazione del top di gamma del Gallo Nero: l’edificio è infatti noto nel mondo in particolare per il suo singolare giardino, che è uno dei più antichi di Tokyo.
Esisteva certamente fin dal XVII secolo e della sua antichità ne sono testimoni gli alberi secolari. Si tramanda che sia stato disegnato dall’abate buddhista Takua Osho ed ha conservato fino ad oggi la sua tipica struttura giapponese: su una delle piccole colline sorge tuttora un piccolo santuario Shinto che risale verosimilmente alle origini del giardino.
Le azalee, le ortensie e le varietà arboree conferiscono al giardino un’atmosfera del tutto particolare..
Il presidente del Consorzio, Sergio Zingarelli, al seguito della delegazione del Chianti Classico ha commentato: “Sono felicissimo di aver potuto presentare il Chianti Classico Gran Selezione in questa cornice così illustre e singolare, un emblema della cultura e della storia di questo paese. Il calore, l’entusiasmo e la curiosità con cui gli operatori e la stampa nipponica ci hanno accolto, confermano l’importanza di questo mercato per il Chianti Classico".
"Ogni volta che vengo in Giappone – ha proseguito – rimango stupito da quanto gli appassionati del vino giapponesi siano preparati. Leggono molto e sono informatissimi. A seguito dell’evento di oggi sono convinto che riusciremo a conquistare nuovi consumatori entusiasti”.
Il successo del Chianti Classico Gran Selezione in Giappone ben si inquadra nello scenario di un mercato che da anni conferma il suo interesse verso i vini rossi di qualità italiani, seppure l’introduzione del consumo del vino nelle abitudini alimentari nipponiche sia un fenomeno relativamente recente.
In effetti, il consumo del vino in Giappone ha avuto il suo picco negli anni Novanta, quando i 111 milioni di litri consumati nel 1992 passarono ai 298 milioni raggiunti nel 1998.
In particolare il boom del vino rosso, avvenuto proprio nel 1998, fu catalizzato dalla diffusione da parte dei mass media di notizie sugli effetti benefici dei polifenoli. Nonostante ciò il consumo del vino nella cultura giapponese è ancora un fenomeno di piccola entità, sebbene nel 2011 il consumo annuo pro-capite sia salito da 2,4 a 2,8 litri.
Inoltre recenti indagini confermano che negli ultimi anni c’è stato uno spostamento progressivo dei gusti dei giovani consumatori nipponici verso il vino di qualità a scapito di birra, sakè, e recentemente, dello shochu (un distillato di patate o riso), il cui boom sembra essersi fortemente ridimensionato (fonte ICE Tokyo).
Il Chianti Classico Gran Selezione ha quindi ottime prospettive di crescita nel paese del Sol Levante: riassume infatti quei requisiti di italianità, altissima qualità e salubrità che sono così cari al consumatore giapponese.
di Redazione
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