GREVE IN CHIANTI – Il miglior miele toscano, categoria Millefiori, è grevigiano. Vengono da Greve e da Panzano i due apicoltori che si sono aggiudicati i gradini più alti del podio nel concorso toscano dedicato alla sostanza più dolce.
I Millefiori presentato da Egisto Martelli di Panzano e quello nato dalle abilità di Silvano Signorini di Greve si sono infatti piazzati rispettivamente al primo e al secondo posto nella gara, arrivata alla ventinovesima edizione (nonostante un'annata disastrosa per la produzione di miele) e promossa dall'Arpat, l'associazione regionale produttori apistici toscani.
Martelli e Signorini si occupano a livello amatoriale della produzione del miele Millefiori, e spiegano che per ottenere un prodotto di qualità quel che conta per loro è soprattutto “il territorio nel quale si opera”, insieme alla collaborazione e ai contributi tecnici che vengono dall'associazione Arpat.
“Il risultato ottenuto da Egisto e Silvano è anche un premio al nostro territorio – commenta il sindaco di Greve in Chianti Paolo Sottani – che ha caratteristiche importanti per la tutela delle api. Nel Chianti la biodiversità non è solo una parola da sbandierare, ma è testimoniata anche dalla ricca varietà dei nostri fiori, e la qualità dell'aria resta un bene da difendere. Il nostro è un territorio che presenta coltivazioni meno intensive rispetto ad altre zone e limita (in alcuni aree esclude del tutto) l'uso dei pesticidi”.
“Vorrei ringraziare i due apicoltori per l'impegno dimostrato – continua il sindaco – e per l'amore verso le api, che, come sappiamo, hanno un ruolo fondamentale per il settore agricolo. Ma ringrazio anche tutti gli altri apicoltori professionali ed amatoriali presenti sul territorio e in Toscana per la loro importantissima attività fatta del rispetto per questi insetti”.
La premiazione dei migliori mieli toscani è avvenuta nel corso del convegno di fine anno dell'Arpat, che si è tenuto alla biblioteca Nova, a Firenze, alla presenza dell'assessore regionale all'agricoltura Gianni Salvadori.
Il convegno è stato anche l'occasione per parlare delle nuove minacce per l'apicoltura e del rischio estinzione delle api – insetti utilissimi per l'impollinazione dei prodotti agricoli oltre che per la produzione del miele, alimento dalle alte qualità proteiche e nutrizionali – un problema serio (conseguenza, è stato spiegato, di un'agricoltura di stampo intensivo che, attraverso l'uso sconsiderato dei pesticidi sistemici, stermina gli impollinatori) che mette a repentaglio i raccolti e non riguarda solo gli apicoltori ma tutta la comunità.
Per riprendere le parole di una produttrice toscana di polline, Paola Bidin: "I fiori si amano da lontano e si baciano attraverso le api portatrici del loro messaggio d'amore. Impedire agli impollinatori di trasportare il polline da fiore a fiore equivale ad arrestare la vita”.
di Redazione
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