TAVARNELLE – E' nata a Lucca, ha 56 anni, da quasi 30 anni abita a Tavarnelle: Silvia Bertolucci ha partecipato e passato le "regionalie" del MoVimento 5 Stelle e, di conseguenza, sarà candidata al consiglio regionale alle elezioni della prossima primavera.
Silvia, si presenti a chi non la conosce…
"Attualmente sono un'artigiana digitale e gestisco un social-commerce. Nel 2009 a 50 anni mi sono reinventata una vita, ho aperto un'attività artigianale e cominciato a produrre articoli tessili più affini al mio stile di vita etico e naturale. Realizzando il sogno di portare i nostri prodotti artigianali a domicilio con un click. Sono stata la prima artigiana in Italia ad entrare a far parte del portale wwworkers dedicato a chi lavora con la rete".
Silvia quando e perché ha iniziato a impegnarsi nel M5S?
"Seguo il blog di Beppe Grillo dall'inizio. Non ho mai avuto tessere di partito ed ho sempre creduto fortemente nella democrazia partecipata; se deleghiamo la gestione politica del nostro territorio alle persone sbagliate è inutile poi lamentarsi o protestare. Nel 2007 con mio marito ci siamo uniti al meetup di Firenze come amici di Beppe Grillo, un gruppo spontaneo di cittadini che lavoravano sul territorio con associazioni e comitati. Il movimento ancora non esisteva, l'abbiamo visto nascere e crescere passo passo. Nel 2014 con il meetup di Tavarnelle abbiamo contribuito a far eleggere due portavoce in consiglio comunale. Attualmente sono candidata regionale nella circoscrizione Firenze 2".
Quali gli obiettivi che si darebbe nel caso di un suo ingresso in consiglio regionale?
"Ritengo che nella gestione della cosa pubblica sia fondamentale onestà, coerenza e trasparenza. Visto che la malapolitica è diffusa e capillare, l'unico antidoto è l'impegno personale, come portavoce di cittadini informati e impegnati su un programma condiviso per il bene della collettività".
Un esempio pratico?
"Ad esempio mi piacerebbe portare la mia esperienza e le mie competenze per alfabetizzare al digitale aziende storiche di artigiani di pregiata manualità che il mondo ci invidia. Aziende con potenzialità enormi per il mercato online, ma che soffrono invece terribilmente la crisi, perché chi ci governa sembra sordo, muto e cieco rispetto alle tematiche delle economie digitali. Non tutti sanno che in Italia i lavoratori della rete (quelli che operano sul web e grazie al web) sono più di 700.000 e creano oltre il 2% del Pil".
Qual è, infine, la sua opinione in merito alle turbolenze delle scorse settimane all'interno del MoVimento, fra espulsioni e tensioni?
"Sono sempre molto dispiaciuta di sentire di espulsioni e scissioni, ma il movimento è giovane, perciò è fisiologico e naturale che si evolva e ognuno segua la propria strada. E’ necessario ricordare sempre che questo non è un partito, è un movimento nato esclusivamente per far sì che il cittadino riprenda il controllo delle deleghe che oggi appaiono proprietà esclusive degli apparati di partito. E lo scollamento appare evidente visto che sempre meno gente va a votare".
di Matteo Pucci
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