Polemica a Tavarnelle dopo la votazione della mozione per l’introduzione del reato di tortura in Italia

TAVARNELLE – “L’assessore Rustioni vorrebbe la rissa. C’è da chiedersi come mai": si fa rovente la polemica a Tavarnelle fra il rappresentante della giunta comunale e il MoVimento 5 Stelle.

 

Motivo del contendere la votazione, in consiglio comunale, di una mozione presentata dal gruppo Centrosinistra per Tavarnelle per l'abolizione del reato di tortura in Italia. Mozione che ha visto il voto contrario del M5S tavarnellino, e le valutazioni molto critiche da parte di Rustioni (clicca qui per leggere l'articolo).

 

"Il gruppo 5 Stelle – dicono ironici – non raccoglie la provocazione e i toni del "professore": rendiamo finalmente il consiglio comunale un luogo di confronto civile sui problemi reali della cittadinanza".

 

"Chiediamo a gran voce – rilanciano – maggiore rispetto per il  nostro consigliere Marco Frosali. Il 26 febbraio 2013 al consiglio comunale di Bologna viene presentata una mozione sul reato di tortura. Il 14 dicembre 2014 al consiglio comunale di Tavarnelle, il gruppo consiliare di maggioranza,  Centrosinistra Tavarnelle, a firma Tatiana Pistolesi, presenta una mozione sul reato di tortura  praticamente identica con abbondante uso di copia/incolla”.

 

"La relatrice – dicono ancora quelli del M5S tavarnellino – avrebbe potuto precisare che si trattava di un recepimento di atti da terzi ma non lo  fa. Considerato che questa mozione arrivava dopo numerose altre, sempre facenti parte della  categoria “vogliamo la pace nel mondo”, noi del M5S, che davvero vogliamo la pace nel mondo e ci opponiamo veramente al riarmo e all’acquisto degli F35 innanzitutto del nostro Paese,  ci  siamo chiesti : Ma è proprio questo il ruolo di un consiglio comunale?".

 

E proseguono quelli del MoVimento 5 Stelle: "Fare politiche di indirizzo di alto spessore (per carità tutte estremamente condivisibili) o per questo ci sono altri organi  preposti? Il consiglio comunale si deve occupare della "cosa comunale" oppure dei massimi  sistemi? Se, come giustamente non si stanca mai di ricordare l’assessore Rustioni, bisogna  continuamente riaffermare i valori di libertà, di giustizia ed uguaglianza in tutti i momenti del  convivere civile, è anche vero però che in un consesso che è stato espressamente delegato adamministrare la cosa pubblica dai cittadini, non possono essere questi gli unici se pur nobili argomenti".

 

"Allora – sottolineano – noi pensiamo che in un consiglio comunale, così come prescritto dallo Statuto, ci si debba occupare innanzitutto del bene pubblico e quando possibile anche dei massimi sistemi ad alto tasso di contenuti tanto cari al signor assessore. Fino ad oggi invece a Tavarnelle di "cosa pubblica" e problemi dei cittadini se ne è parlato solo  grazie al M5S".

 

"Proprio in uno degli ultimi consigli – ricordano – avevamo presentato una proposta per dare un  piccolo aiuto alle persone in difficoltà economiche: Abbiamo chiesto di privilegiarle nella scelta  degli scrutatori nella prossima tornata elettorale per farle avere il compenso dovuto agli scrutatori; sarebbe stato un piccolo aiuto, lo sappiamo, ma sarebbe stato anche un segnale che  l’amministrazione comunale non lascia solo nessuno; la proposta è stata rifiutata dalla maggioranza".

 

"E’ chiaro – evidenziano – che il nostro voto contrario alla mozione del reato di tortura (che da dieci anni giace in Parlamento) voleva essere di stimolo ad una  discussione che puntasse ad evidenziare che fino  ad oggi il consiglio comunale del nostro comune non ha lavorato per il bene della comunità. Nonostante tutto avremmo comunque votato a favore se vi fosse stato inserito anche un  impegno per il governo a reinserire i 112 reati cosidetti minori appena depenalizzati: ricordiamo fra gli altri atti persecutori (stalking) e ​l’arresto illegale​ che, ci si consentirà, è l’inizio della tortura".

 

"Ma questa follia del Governo Renzi – dicono ancora ironici – nel 2013, al Comune di Bologna, ancora non la potevano sapere e quindi il copia e incolla evidentemente non ha funzionato. Stupisce che l’assessore Rustioni non se ne sia accorto. Anzi se ne è accorto con quasi 2 mesi di ritardo: non per discutere ma per gettare discredito e fare un gran polverone che non gli fa onore neanche un po’".

 

"Di solito – sono ancora parole del M5S tavarnellino – sono le squadrette che cercano di mettere la partita sul piano della rissa, perché sanno che giocando onestamente non ce la possono fare! Rustioni, dall’alto della sua schiacciante maggioranza di cosa ha da temere? Di cosa avrà mai paura per alzare tutta questa gazzarra condita di offese con due mesi di ritardo? Del resto due mesi per la maggioranza non sono niente. Ci sono voluti due anni perché la mozione sulla tortura valicasse gli Appennini e arrivasse all’attenzione del consiglio comunale di Tavarnelle con un deprimente lavoro di copia e incolla".

 

"Deprimente – spiegano – perché maldestramente ribadito come farina del proprio sacco, anche nel comunicato stampa dove si fa riferimento ai gravi casi Aldrovandi e della Caserma Diaz. Tutto copiato di sana pianta con due anni di ritardo. E’ questo il rispetto a cui fa cenno l’assessore Rustioni, e che il gruppo consiliare di  maggioranza porta per il consiglio comunale, per chi ci lavora con dedizione, per i rappresentanti  dell’opposizione?".

 

"Caro assessore Rustioni – dicono rivolti al rappresentante della giunta comunale – noi, è vero, abbiamo tanto da imparare e proprio per questo non  smetteremo mai di fare e farci domande del tipo: come mai in un consiglio comunale di un paese di 7mila abitanti si parla sempre di nobili questioni come la fame nel mondo, la tortura, il  femminicidio, la pace nel mondo, i valori della Resistenza e chi più ne ha più ne metta, e si parla  sempre troppo poco di cose semplici e meno nobili tipo la spazzatura, la sicurezza delle strade,  l’acqua pubblica, la depurazione delle acque, la crisi del commercio dovuta alla desertificazione del centro storico di Tavarnelle voluta con scellerate scelte urbanistiche, l’assistenza ai  bisognosi, la sempre più penosa carenza di trasporti pubblici che ci allontana sempre più da  Firenze e Siena?".  

 

"L’attuale maggioranza – concludono – ha un consenso elettorale enorme mai avuto forse prima: perché non azzardate? Non tirate fuori qualche idea originale, ​vostra davvero​, per risolvere qualcuno di  questi problemi?  A Tavarnelle va tutto bene? Siamo proprio così fortunati? L’unico vostro problema è l’unico consigliere che con coraggio e povertà di mezzi fa vera opposizione? Noi gruppo consiliare 5 Stelle invitiamo​ tutti​ al rispetto del ruolo dei gruppi di opposizione. E da persone libere crediamo nel nostro modello di rinnovamento che parte proprio dal rispetto delle istituzioni e dei ruoli. Infine, facendo uso dello strumento preferito dal gruppo di maggioranza, anche noi​ "crediamo fermamente che il dovere di ogni persona che si impegna in politica debba contribuire con il suo  tempo, la sua passione e la sua preparazione a migliorare le condizioni sociali, economiche,  civili, culturali e ambientali del complesso sistema in cui viviamo”. Viva l’Italia, viva Tavarnelle!".

di Redazione

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