Poste decide la chiusura degli sportelli di Marcialla, San Donato e La Romola. E la riduzione di Vico d’Elsa

TAVARNELLE-BARBERINO VAL D'ELSA-SAN CASCIANO – Tre uffici postali scompaiano dai territori del Chianti. Aree decentrate, distanti diversi chilometri dai rispettivi capoluoghi, popolate complessivamente da circa 3.000 abitanti. Piccole grandi comunità in cui un servizio vale come strumento di tenuta sociale.

 

A farne le spese i cittadini, le imprese, gli artigiani, i commercianti. Senza dimenticare i turisti che nei periodi più vocati affollano borghi e frazioni del Chianti, dove la qualità della vita è motivo di scelta tra le mete toscane più ambite.

 

A determinare la chiusura degli uffici il piano di riorganizzazione messo a punto da Poste Italiane, che prevede la soppressione degli sportelli di Marcialla, San Donato in Poggio e La Romola (in foto), frazioni dei comuni di Barberino Val d’Elsa, Tavarnelle e San Casciano.

Un’operazione che preoccupa fortemente i sindaci Giacomo Trentanovi, David Baroncelli e Massimiliano Pescini.

 

“E’ un attacco al cuore delle nostre comunità – sono le parole del sindaco Trentanovi – eliminare un ufficio postale equivale nei nostri territori alla soppressione di un servizio essenziale come può essere il servizio idrico, che ha anche una forte valenza sociale, è una penalizzazione che andrà inevitabilmente a colpire le fasce più deboli della popolazione, come gli anziani, oltre ad avere una ricaduta negativa sul piano economico, nel mio territorio si riduce anche l’apertura dell’ufficio postale di Vico d’Elsa che passerà da tre giorni a due. Chiediamo a Poste di fare un passo indietro”.

Nella contestazione il sindaco David Baroncelli mette l’accento sull’eliminazione di un servizio che verrà a mancare in aree periferiche già gravate da storiche criticità.

 

“Ritengo inaccettabile un provvedimento del genere – commenta il sindaco Baroncelli – le aree interessate dal provvedimento sono distanti anche dieci chilometri dal capoluogo e vi risiedono ben più di mille abitanti, il nostro è un territorio dove già da tempo insistono problematiche inerenti al servizio di trasporto pubblico locale, non condivido neanche le modalità con le quali è stato gestito questo percorso, nessuno ci ha mai consultati rispetto ad un’ipotesi di riorganizzazione dell’assetto e non comprendo le motivazioni addotte perché non tengono conto del funzionamento di un servizio pubblico”.

Preoccupazione espressa anche dal Comune di San Casciano. “Auspico ad un intervento della Regione Toscana – aggiunge il sindaco Massimiliano Pescini – perché attivi un dialogo con Poste e condivida un percorso finalizzato a salvare servizi che ritengo importantissimi per i nostri territori”.

 

Dell’argomento, proprio ieri sera, si è occupato anche il Consiglio comunale di San Casciano. A sollevare la questione il gruppo di maggioranza con la domanda di attualità firmata da Sandro Matteini nella quale il consigliere comunale esprime “forte contrarietà rispetto al piano di razionalizzazione di Poste e alla conseguente eliminazione dell’ufficio postale della Romola, stabilita sulla base del solo calcolo di economicità del servizio”.

di Redazione

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