CHIANTI FIORENTINO – Si sono fatti sentire in tanti nella mattina di martedì 10 febbraio: i residenti della Romola, ma anche in molti arrivati da Cerbaia e Chiesanuova per dire no alla chiusura dell’ufficio postale, già ridotto al minimo indispensabile con un unico impiegato (tra l’altro ci dicono apprezzato dai residenti).
L'ufficio romolino fa parte dei 63 per i quali Poste Italiane ha annunciato la chiusura. Così armati di cartelli e a gran voce, i cittadini hanno detto no (clicca qui per vedere la fotogallery).
"Non è ammissibile – raccontano – la maggior parte della popolazione è anziana, impossibilitata a recarsi altrove per fare i pagamenti, tra l’altro qui abbiamo depositato anche i nostri risparmi!".
"Vorrebbero chiudere questo ufficio – racconta un pensionato arrabbiato – per farci andare all’ufficio di Cerbaia. Un ufficio fatiscente che al massimo ospita due persone alla volta, con il resto che deve stare in coda fuori al freddo d’inverno e al sole d’estate. Ma scherziamo!".
"Tra l’altro – rincara – non ci sono nemmeno i mezzi pubblici comodi, una Sita passa la mattina alle 10 per Cerbaia e torna alla Romola alle 18. Quest’ufficio perlomeno è un ambiente accogliente e decoroso".
Non ci sta neanche Assuntina, 101 anni, che dalla finestra della sua abitazione proprio di fronte alle Poste protesta: "Ma vogliamo scherzare? Qui siamo un paese di anziani, le poste sono necessarie. Se chiudono io levo quel poco che ho e lo metto in banca, tra l’altro ho anche un nipote direttore! No le Poste non le possono chiudere, sarebbe un altro colpo per fare morire il paese".
La protesta prosegue anche quando arrivano gli operatori e il giornalista di Rai Tre regionale, per qualche istante si ferma anche il traffico.
Arriva anche l’assessore del Comune di San Casciano Roberto Ciappi con tanto di fascia tricolore; accanto a lui il consigliere comunale Sandro Matteini, nuovamente impegnato, dopo alcuni anni dalla precedente annunciata chiusura, a far sì che l’ufficio postale romolino rimanga aperto. Intanto si raccolgono anche le firme nei negozi delle frazioni di Cerbaia e Chiesanuova.
Nel primo pomeriggio poi, ecco che sindaci e vicesindaci di Tavarnelle, Barberino Val D’Elsa, San Casciano, Greve, Scandicci, San Godenzo, Dicomano, Rufina, Pescia, Certaldo, Castelfiorentino, si sono ritrovati a Marcialla, in piazza Antonio Brandi (clicca qui per vedere la fotogallery), per lanciare un appello al presidente del consiglio Matteo Renzi affinché non faccia chiudere gli uffici postali.
Perché così facendo vanno a penalizzare fortemente i cittadini, specie le fascie più deboli.
"Qui tra poco chiudono tutto – dice con voce forte l’ottantenne Luciano, marciallino "doc" – ci hanno tolto il distributore di benzina, l’edicola, adesso le Poste! No, questa volta è troppo l’ufficio postale deve rimanere".
Intanto la protesta continua…
di Antonio Taddei
© RIPRODUZIONE RISERVATA

























