BARBERINO VAL D'ELSA – "Non sappiamo come finirà la vicenda del Piano Paesaggistico Toscano. Dopo 5 anni di lavoro, centinaia di osservazioni, ricorsi e svarioni di ogni tipo, quello che doveva essere il fiore all’occhiello ambientale dell’amministrazione Rossi targata PD si sta rivelando l’ennesima figuraccia".
Inizia così la riflessione della lista civica Obiettivo Comune sul Piano che tanto ha fatto e sta facendo discutere. In Toscana ma non solo.
"Il Pd – rilanciano – all’ultimo momento e con notevole protervia, presenta un maxi-emendamento con cui stravolge tutto lo spirito del Piano tanto da far dire all’assessore Marson “Così è meglio non approvarlo”. Visto il vespaio di proteste che si solleva, il “granduca” Rossi corre ai ripari e riscrive lui il Piano cercando, si dice, di mediare fra gli opposti interessi: c’è da chiedersi allora cosa sia stato fatto in questi anni di studi, incontri e discussioni. A giorni il tutto arriverà in consiglio regionale e vedremo come andrà a finire".
"Non possiamo però fare a meno di notare – rincarano – molte analogie fra la vicenda del Piano Paesaggistico e altre problematiche ambientali che in questi anni hanno interessato la Valdelsa. Nella questione della CO2 a Certaldo il Pd ha fatto finta di niente fino a che, sulla spinta delle proteste popolari, ha preso posizioni contrarie anche se molto tardive e non sempre chiare".
"Sulla questione Ecos – incalzano – la Provincia (sempre a guida Pd) ha disatteso completamente gli impegni politici assunti nella precedente legislatura con il Comune di Barberino e ha tenuto comportamenti, anche procedurali, al limite dell’irrituale tanto da provocare un ricorso al Tar da parte del Comune di Barberino".
"Insomma – accusano- le forze politiche che governano la Toscana, Pd in testa, si confermano ancora una volta sempre più distanti dalle reali esigenze dei Cittadini e orientate più a tutelare gli interessi di chi fa business sull’ambiente piuttosto che di chi ci vive. E questo atteggiamento passa anche attraverso strumenti come il Piano Paesaggistico che, dopo 5 anni di lavoro, viene sconfessato in poche ore da un ordine di partito".
"Dobbiamo renderci conto – dicono da Obiettivo Comune – che occorre un cambiamento di prospettiva: dal basso verso l’alto. Solo amministrazioni veramente civiche possono rappresentare gli interessi e le specificità delle comunità locali senza subire condizionamenti dalle lobby di potere che governano i partiti. Tutelare e rispettare l’ambiente non vuol dire metterlo sotto una campana di vetro, ma governarlo e curarlo, come hanno fatto i nostri nonni, e trasformarlo in opportunità di crescita e di sviluppo sostenibile con il buon senso che la politica non ha più".
"Bisogna finirla – concludono – di pensare allo sviluppo in termini di “sviluppo industriale”, in termini di metri quadrati di capannoni e metri cubi di cemento. Dobbiamo cominciare a ragionare in termini non tanto di “tenore” di vita, ma di “qualità” della vita e rendersi conto che ambiente, lavoro, salute, istruzione, cultura, storia sono tutte strettamente collegate e devono essere portate avanti insieme".
di Redazione
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