TAVARNELLE – Hanno letto le dichiarazioni dell'assessore all'ambiente del Comune di Tavarnelle Marco Rustioni in merito allo sciame sismico tuttora in atto nel Chianti fiorentino (clicca qui per leggere l'articolo), che nei giorni scorsi aveva diffuso notizie e sensazioni tranquillizzanti.
Ma i sismologi dell'INGV (Istituto Nazionale Geofisica e Vulcanologia), presenti alla serata del 10 febbraio scorso a Tavarnelle, sulla quale Rustioni ha basato le proprie considerazioni, vogliono subito mettere in chiaro alcune cose. "Bacchettando", se si può usare il termine, l'assessore stesso.
Gilberto Saccorotti e Carlo Meletti parlano da sismologi, da scienziati, da persone che da tempo si confrontano con un tema, quello dei terremoti, al quale tutto serve tranne che allarmi ingiustificati o notizie che portano a una tranquillità posticcia.
E stiamo parlandop, tanto per essere chiari, del direttore della Sezione di Pisa dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Saccorotti, clicca qui per leggere l'intervista rilasciata nei giorni scorsi al Gazzettino del Chianti), e di un ricercatore dello stesso ente (Meletti).
"Le ipotesi avanzate da Rustioni – dicono – che il verificarsi di piccole scosse eviti l’accadimento di un evento di vaste proporzioni, non corrispondono a quanto da noi (e da nessun altro) discusso nel corso dell’incontro con la popolazione del 10 febbraio scorso, né hanno alcun fondamento scientifico".
"E’ stata invece descritta – ricordano – la sismicità storica dell’area, con riferimento ai terremoti più forti del passato, la sismicità recente con particolare riguardo alla sequenza in atto, la pericolosità sismica della Toscana".
"Anche a seguito delle domande del pubblico – precisano infine – è stata ribadita l’impossibilità di poter prevedere l’occorrenza dei terremoti di qualunque magnitudo”.
di Matteo Pucci
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