Riflessioni dopo l’iniziativa organizzata dal Coordinamento civico del Chianti contro la chiusura degli uffici postali

CHIANTI FIORENTINO – A metà aprile gli sportelli postali rimarranno aperti: “L’unica certezza che abbiamo è che il 13 aprile gli uffici non chiuderanno, come annunciato da Poste, non abbiamo però al momento altro dato rispetto alla sospensione del piano di ridimensionamento”.

 

Sindaci e cittadini fanno il punto sul difficile caso che li ha portati a contestare la chiusura degli uffici postali del Chianti e a chiedere continui tavoli di confronto e aperture a soluzioni alternative nel tentativo di scongiurare il piano di razionalizzazione predisposto da Poste Italiane.

 

A difesa degli uffici postali di San Donato, Marcialla e La Romola, Vico d’Elsa e Lucolena per i quali Poste ha previsto tagli e riduzioni di orari, si pongono i promotori del Coordinamento civico del Chianti contro la chiusura degli uffici postali che ieri sera hanno promosso e organizzato una riunione nella sala del Circolo della Filarmonica di San Donato in Poggio alla quale sono stati invitati i sindaci del Chianti e i cittadini di tutte le aree interessate dalla spending review di Poste.

“Ai sindaci abbiamo consegnato oltre 2000 firme da tutto il territorio chiantigiano – commentano Filippo Ninci, Sandro Matteini e Carlo Nozzi del Coordinamento – con la richiesta di farle pervenire a loro volta a Poste, ribadiamo la nostra netta contrarietà e la nostra disponibilità ad ogni possibile apertura a soluzioni effettive e non chiusure, abbiamo aperto e chiuso la riunione simbolicamente intonando l’inno nazionale perché ci sentiamo cittadini italiani a pieno diritto e crediamo che il governo non ci lascerà soli”.

 

Intanto la battaglia legale prosegue con il ricorso presentato dai Comuni colpiti dai tagli. A fare il punto l’avvocato Gabriele Melani.

 

“Benché i motivi di ricorso  – dichiara il legale incaricato dalle amministrazioni comunali –  possano variare a seconda dei singoli provvedimenti, vi sono in linea di principio una serie di violazioni alle vigenti normative da parte di Poste, anche in considerazione della giurisprudenza che si è venuta a creare sul punto; la sospensiva dunque verrà richiesta rappresentando anche l’evidente pregiudizio che l’esecuzione dei minacciati provvedimenti avrebbe nei confronti della popolazione soprattutto quella anziana e maggiormente disagiata o residente in frazioni isolate”.

I sindaci tornano ad esprimere vicinanza ai cittadini e sottolineano l’importanza di non abbassare la guardia.

 

"Gli uffici – dichiarano i sindaci  Massimiliano Pescini, David Baroncelli, Giacomo Trentanovi e Paolo Sottani – hanno un evidente ruolo sociale, oltre che economico e turistico, sono fondamentali per la tenuta della comunità, stiamo pensando agli anziani che hanno difficoltà negli spostamenti, a tutti quegli utenti che non hanno dimestichezza con le tecnologie digitali".

 

"Stiamo pensando- concludono – ad un territorio esteso, diversificato e già pressato da alcune storiche problematiche come quelle del trasporto pubblico; per tutte queste ragioni chiediamo a Poste di rivedere quanto prima il piano di razionalizzazione; come nella nostra naturale vocazione al dialogo e al confronto, siamo disponibili ad individuare soluzioni alternative per permettere all’azienda di ottenere effettivi risparmi di spesa”.

 

di Redazione

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