BARBERINO VAL D'ELSA – Sono trascorsi 71 anni dal tragico evento che vide il coraggio di diciannove giovani toscani, massacrati dai militi della Guardia Repubblicana Nazionale, fare letteralmente muro, contrapporsi alle raffiche delle mitragliatrici nazifasciste.
Dolore e sofferenza dei partigiani del nostro territorio, maltrattati e trucidati il 28 marzo del 1944 in località La Porcareccia, che domani, domenica 29 marzo a partire dalle 11, anche la giunta Trentanovi in occasione del settantunesimo anniversario dell’Eccidio di Montemaggio ricorderà nel luogo dell’eccidio, a Monteriggioni, nell’ambito delle celebrazioni promosse dai Comuni di Barberino Val d’Elsa, Casole d’Elsa, Colle Val d’Elsa, Monteriggioni, San Gimignano (quest’anno capofila) Poggibonsi, Certaldo, Gambassi Terme, Radicondoli.
Tra i diciannove massacrati un barberinese, il giovanissimo Piero Bartalini di Vico d’Elsa. A lui dedica un ricordo speciale il sindaco di Barberino Val d’Elsa Giacomo Trentanovi.
“Torniamo a ribadire con forza – dichiara il sindaco – che l’importanza degli avvenimenti legati alla Resistenza in nessun modo può essere ridimensionato. Perché è dalla Resistenza che prende avvio il nuovo corso della libertà ed è nei valori che ne sono derivati, tra i quali giustizia, pari opportunità, solidarietà, dignità, libertà, che si incarna il perno della nostra vita civile".
"Ai familiari delle vittime – prosegue – ai giovani, alle cittadine e ai cittadini che sono nati negli anni successivi e alle comunità di oggi diciamo che nulla è stato vano perché è dalla memoria del passato, dagli atti eroici della Resistenza militare e civile, che ha fortunatamente affondato lunghe e tenaci radici nella nostra regione, che trae linfa vitale il nostro presente e il nostro futuro".
"A loro – dice ancora – dobbiamo libertà e democrazia. E si tratta di un debito che il tempo non potrà mai cancellare. Non dimenticheremo mai la tenacia, l’eroismo, il contributo offerto alla Resistenza dai nostri partigiani che pagarono a caro prezzo, con umiliazioni e sofferenze, maltrattamenti, violenze, la vittoria della liberazione. Una scelta, un valore, un sacrificio, che oggi dobbiamo non solo ricordare ma difendere e trasmettere alle generazioni future come elemento chiave che simboleggia e riconduce al concetto di unità".
"La storia – conclude – ci insegna, la Resistenza ha fatto rinascere il senso di patria e attaccamento al paese. Ha fatto sentire gli italiani più uniti, compatti, forti. L’unità è l’elemento chiave che apre le strade del futuro di tutti noi”.
Le vite stroncate dall’eccidio di Montemaggio furono quelle di Angiolino Bartalini, Piero Bartalini, Emilio Berrettini, Enzo Busini, Giovanni Cappelletti, Virgilio Ciuffi, Franco Corsinovi, Dino Furiesi, Giovanni Galli, Aladino Giannini, Ezio Grassini, Elio Lapini, Livio Levanti, Livio Livini, Folco Martinucci, Ennio Nencini, Orvino Orlandini, Luigi Vannetti, Onelio Volpini.
di Redazione
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