SAN DONATO IN POGGIO (TAVARNELLE) – Dopo il nostro articolo del 9 aprile (“San Donato: il sacerdote nega la comunione sulle mani. Un finimondo”, clicca qui per leggere l'articolo) ci hanno contattato i coniugi fiorentini protagonisti di questa surreale vicenda.
Che ha stimolato anche il famoso "Gigi di Caino", cantore sandonatino che ha affisso ai muri del paese un componimento… divenuto già celebre.
Il sacerdote che sostituiva don Luca Zanaga, parroco di San Donato in Poggio, non ha infatti concesso di appoggiare (come consuetudine da tempo) la particola sul palmo delle mani, ma solo portandola alla bocca.
"Durante la Santa Messa – inizia a raccontare A.C., la signora protagonista, insieme al marito, della vicenda – fatta fuori dalla Pieve di San Donato nel mese di dicembre 2014 (era la domenica post terremoto del 19, con le chiese chiuse per sicurezza, n.d.r.) io e mio marito rimanemmo molto male dopo che il parroco ci negò di porre l'ostia sulle mani".
"Tra l’altro – continua – mise la mano sul calice, a protezione delle ostie consacrate, borbottando frasi del tipo che c’era la presenza del demonio! Rinunciammo così a fare la comunione, anche se era un nostro diritto, tra l’altro non riuscimmo ad avere una spiegazione".
"Per quanto riguarda il secondo episodio – dice ancora la signora – avvenuto sempre con lo stesso sacerdote, precisiamo tutto non è avvenuto durante la Santa Messa, ma a funzione finita. Non abbiamo per niente saltato la balaustra, vista anche che l’età non ce l'avrebbe consentito, ma semplicemente mio marito ha salito i pochi gradini per cercare spiegazione dopo che ci era stata nuovamente negata la comunione sul palmo delle mani".
"A quel punto si spensero improvvisamente le luci – racconta ancora la donna – e la chiesa rimase al buio, così come il microfono rimase muto. Anche in questo caso non c’era lo “zampino” del demonio, ma la mano di un uomo che aveva semplicemente staccato l’interruttore. Il nostro intento era solo di avere spiegazioni a un diritto negato, tutto qui".
"In seguito abbiamo chiesto un incontro con don Luca Zanaga -tiene a dire – facendo un’imbarazzante ”anticamera” di attesa di ben un’ora, per poi essere liquidati senza una risposta esauriente. Di conseguenza ci siamo recati in Arcidiocesi di Firenze facendo presente quanto avvenuto e avendo ulteriori assicurazioni che è un nostro diritto cui il sacerdote non può negarlo, di ricevere la particola sulle mani".
"Precisiamo inoltre – conclude – che non è nostra l’intenzione di fare una battaglia contro don Luca affinché sia rimosso, andremo tranquillamente alla Santa Messa da un’altra parte cercando di non creare disturbo e incomprensioni nella piccola comunità di San Donato. Per la pace di tutti".
di Antonio Taddei
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