FIRENZE – In questi giorni di allarme rosso sulla meningite di tipo C, una delle notizie più rassicuranti ci arriva dal laboratorio di Immunologia dell'Aou "Anna Meyer" di Firenze. L'eccellenza nella nostra regione e nel nostro Paese.
Tutti i casi sospetti di malattia da meningococco in Toscana vengono infatti inviati lì per la diagnosi (arrivano campioni anche da tutta Italia): e con una procedura ideata qui, un test di pochi minuti, si hanno subito i risultati.
A coordinare il lavoro di questa validissima equipe, della quale fanno parte (fra gli altri) e la dottoressa Maria Moriondo e il dottor Francesco Nieddu (sancascianese), la dottoressa Chiara Azzari (in foto), professore associato di Pediatria all'Università di Firenze e direttore del laboratorio.
Il Gazzettino del Chianti ha realizzato questa intervista a "tre voci" per fare chiarezza su quello che sta accadendo in questi giorni, per capire quello che abbiamo di fronte e in che modo dobbiamo e possiamo muoverci.
Dottoressa Azzari, può spiegare a noi profani cosa sta accadendo in questi mesi in Toscana?
"In questi mesi abbiamo avuto in Toscana un numero elevato di casi di meningite. Non possiamo parlare di epidemia però. Per parlare di una vera e propria epidemia i numeri dovrebbero essere più elevati, almeno il doppio di quelli che abbiamo avuto".
Di che batterio stiamo parlando? Come si entra in contatto, come ci si ammala?
“Molti batteri possono causare la meningite: il meningococco, lo pneumococco, l’Haemopilus influenzae sono quelli più frequentemente in causa – ci dice la dottoressa Maria Moriondo, che lavora da anni sulla tipizzazione molecolare dei batteri nl laboratorio di Immunologia del Meyer – Se ci riferiamo al fatto attuale verificatosi in Toscana, tutti i casi di cui abbiamo sentito parlare in questi mesi ultimi 4 mesi sono stati causati dal meningococco".
Ci spieghi meglio dottoressa Moriondo.
"Il meningococco è un batterio che colpisce solo l’uomo. Molte persone e soprattutto gli adolescenti, possono essere portatori sani. Significa che hanno quel batterio nella gola. A loro non fa del male in quel momento, ma possono diffonderlo tra tutti coloro che frequentano, un po’ come degli “untori”. Tutti noi parlando e respirando emettiamo delle microscopiche goccioline che passano normalmente da un individuo ad un altro. E’ tramite queste goccioline che il meningococco passa da un portatore ad un altro individuo. Non è ben chiaro perché lo stesso meningococco possa essere “docile” con un soggetto e così gravemente aggressivo per un altro. Una tra le cause conosciute è una recente influenza: sappiamo bene che l’influenza causa l’infiammazione della gola e il meningococco passa più facilmente le barriere di una gola infiammata. Inoltre dobbiamo ricordare che chi è portatore sano di un certo meningococco oggi, può ammalarsi a causa di un meningococco diverso domani".
Abbiamo sentito dire che il ceppo che gira è particolarmente virulento. Cosa significa?
“Esistono diversi tipi di meningococchi – a rispondere stavolta è il dottor Francesco Nieddu, biologo molecolare nel laboratorio di Immunologia del Meyer – Ogni meningococco è rivestito da una capsula, cheè come la buccia di un’arancia. A seconda del tipo di capsula i meningococchi possono essere di gruppo A,B,C,W135 o Y. Al di sotto della capsula, proprio come nell’arancia c’è la pellicola bianca, ci sono delle proteine. Sono quelle che determinano la “cattiveria” del batterio. Il batterio aggressivo che abbiamo avuto quest’anno era un meningococco con capsula C, ma la sua cattiveria derivava dalle proteine sottostanti, che si chiamano ST11".
Chi corre i rischi maggiori? Si possono fare previsioni supossibile rientro dell’allarme o su un’espansione?
"I soggetti a maggior rischio – riprende la dottoressa Azzari – sono i bambini piccoli tra 0 e 5 anni e gli adolescenti, tra 11 e 20 anni. Sono queste le classi di età più colpite normalmente dalla malattia. In Toscana la stragrande maggioranza dei bambini e una buona percentuale di adolescenti è stata vaccinata negli anni scorsi, per questo abbiamo avuto pochi casi in queste fasce di età. Se non avessimo vaccinato negli anni passati la situazione avrebbe potuto probabilmente diventare una vera epidemia. Quando si verificano dei focolai o delle vere epidemie queste tendono a spengersi con l’arrivo del caldo, della primavera. La stagione ci dovrebbe aiutare. Ora nell’immediato. Per evitare che il problema si ripresenti nel prossimo inverno, però, molte persone si stanno vaccinando; in questo modo sarà possibile ridurre la diffusione".
Vaccinazione sì oppure no? Per chi in particolare?
"La vaccinazione è molto importante. Ricordo che la malattia meningococcica è rara ma quando si presenta è gravissima. Su 17 casi di meningococco C abbiamo avuto 4 morti, quest’anno, cioè quasi il 25% dei malati va incontro alla morte. E non dobbiamo credere che chi sopravvive torna sempre sano senza esiti. Questo a volte capita, fortunatamente, ma non dobbiamo dimenticare che la malattia può mandare in necrosi, cioè far morire, estese parti del corpo. Significa che, tra i guariti, abbiamo persone a cui, a causa della malattia, sono state amputate le braccia e le gambe, persone che hanno perso le orecchie, le labbra o il naso".
Il vaccino è sicuro?
"Il vaccino è assolutamente sicuro. Non contiene il batterio vivo al suo interno e quindi mai e poi mai può causare la meningite. Contiene solo piccoli pezzetti del batterio. E’ come se di un cane avessimo solo la coda. Non potrà mai mordere. La Regione Toscana ha dato delle precise indicazioni, concordate anche con l’Istituto superiore di Sanità, sulle classi di età da vaccinare. Inoltre sarà fondamentale monitorare quali sono i meningococchi che girano nella nostra regione e se appartengono ai “ceppi cattivi” in modo da correggere sempre in tempo reale le decisioni per migliorare la salute della popolazione. Siamo lieti di svolgere nel nostro laboratorio di Immunologia, al Meyer, questa attività di sorveglianza per la Regione dando così il nostro contributo al benessere della popolazione".
I vaccini sono dunque molto importanti nonostante tutto quello che si sente e si legge in giro…
"Certamente. Alcune persone sostengono che il miglioramento delle condizioni socio economiche è sufficiente a far sparire le malattie e non servono più le vaccinazioni. Niente di più falso. Il meningococco, come lo pneumococco, il morbillo, la varicella o l’influenza appartengono a quei batteri che si trasmettono respirando. Con questi batteri il miglioramento delle condizioni socio-sanitarie e alcune precauzioni come il lavaggio delle mani sono assolutamente insufficienti. Anche se mi lavo continuamente le mani e sono pulitissimo, questo non può evitare che io trasmetta agli altri, parlando e respirando, il meningococco che ho in gola".
di Matteo Pucci
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