TAVARNELLE – Lava che risparmi e rispetti l'ambiente. Il regolamento comunale sulle ecosagre lo dice chiaro: stoviglie in plastica addio! Ma non senza un aiuto concreto alle associazioni del territorio per l’utilizzo di quelle in ceramica.
Come avveniva una volta, acqua, sapone ed una tradizione che a Tavarnelle si traghetta nel futuro della ecostenibilità.
La lavastoviglie, collaboratrice insostituibile per ogni casalinga, diventa l’asso nella manica delle associazioni che gestiscono feste e sagre nelle aree pubbliche.
A fornirle nella versione industriale è il Comune che da un lato richiama al rispetto delle norme per la riduzione dei rifiuti e della produzione degli imballaggi di plastica in occasione di eventi di carattere pubblico, dall’altro offre gli strumenti alla comunità per poterle applicare.
Ammonta ad un investimento pari a 10mila euro, nell'ambito dei finanziamenti europei ottenuti, l’acquisto che la giunta Baroncelli ha effettuato con l’obiettivo di dotare tre spazi pubblici attrezzati del territorio, a Tavarnelle e San Donato, dei modelli più recenti e multifunzionali di lavastoviglie professionali.
E’ così che la buona pratica ambientale entra negli spazi e nelle occasioni dedicate all’intrattenimento. Legato alle azioni del marchio Waste Less in Chianti, l’obiettivo è la prevenzione e la riduzione dei rifiuti.
“Il punto di partenza di questo intervento – spiega il sindaco David Baroncelli – è il regolamento che il Comune ha istituito per la corretta gestione dei rifiuti nell’ambito di manifestazioni pubbliche organizzate nel territorio, il documento bandisce stoviglie “usa e getta” quali posate e bicchieri di plastica da sostituire con posate e bicchieri durevoli oppure compostabili, bottiglie in pet o vetro a perdere per l’acqua minerale da sostituire usando bottiglie con “vuoto a rendere” o acqua di rete".
"Anche la carta – ricorda – utilizzata per la stampa dei menu, i tovaglioli e le tovaglie dei vassoi deve ispirarsi ai principi "verdi" del regolamento ed essere esclusivamente riciclata o certificata”.
Per quanto riguarda la predisposizione dei menù il documento prevede l'impiego di prodotti alimentari di provenienza locale e di stagione o biologici, forniti con il minor utilizzo possibile degli imballaggi.
di Redazione
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