“Un insieme di concessioni a singole aziende. Manca una visione di insieme di sviluppo e tutela del territorio”

GREVE IN CHIANTI – L'urbanistica, pur persistendo il periodo di crisi del "mattone", a Greve in Chianti è da tempo uno dei temi caldi.

 

Le vicende degli anni in cui ha governato Alberto Bencistà (2009-2014), il blocco dei cantieri, in alcuni casi l'intervento della Magistratura, hanno creato situazioni "ingessate" che, se sbloccate, potrebbero dare risposte a bisogni.

 

E' per questo che la giunta guidata da Paolo Sottani ha fatto della variante anticipatoria al Regolamento urbanistico, una leva di sblocco per l'intero settore.

 

Leva pesantemente criticata dal gruppo di opposizione Centrosinistra per Greve, che in vista del termine del 18 luglio per la presentazione delle osservazioni, esprime "un giudizio politico estremamente negativo, come già dichiarato in consiglio comunale in occasione della sua adozione".

 

"La variante urbanistica – dicono – si presenta come un insieme di concessioni a singole aziende presenti sul territorio comunale e manca di una visione di insieme delle potenzialità di sviluppo e di tutela del territorio come ormai da anni ogni strumento urbanistico generale dovrebbe fare".

 

"Non sono previsti per fortuna nuovi grandi interventi edificatori – si ammette – ma in numerose frazioni del territorio comunale si soddisfano specifiche richieste di aziende private, creando in questo modo situazioni di disparità per altre aziende o cittadini. Che non ricevono lo stesso trattamento ed al tempo stesso non dando risposta alle numerose esigenze di carattere pubblico che invece avrebbero dovuto costituire la vera anima di questa variante".

 

"Nuovi interventi di ampliamento nell’area artigianale di Meleto (in foto) – entrano nel dettaglio – regolarizzazione delle potenzialità edificatorie in quella di San Polo, ampliamenti di 6.000 metri quadrati concessi all’azienda vinicola di Dudda (con la possibilità di costruire un nuovo volume alto fino a 15 metri), 1.000 metri cubi di nuova edificazione concessi al pastificio di Strada, nuove volumetrie al Decimo chilometro…".

 

"Senza nulla togliere alle legittime esigenze di queste aziende – tengono a dire – che potranno anche consolidare la loro attività sul territorio e offrire forse nuove opportunità di lavoro, la concessione di questi nuovi volumi edificabili da parte del Comune, in assenza di una visione d’insieme che valuti potenzialità ed esigenze a livello di tutto il territorio, a nostro avviso configura un atteggiamento scorretto".

 

"Soprattutto – rilanciano – senza che sia avvenuto un preliminare incontro con la cittadinanza dove venissero presentate queste intenzioni da parte dell’amministrazione e nonostante la tanto declamata volontà di avviare percorsi partecipativi con i cittadini".

 

"Per quanto riguarda gli aspetti di interesse pubblico che avrebbero dovuto costituire l’anima della nuova variante – dicono ancora dal Centrosinistra per Greve – sottolineiamo come non venga per niente trattato il problema della mobilità pedonale e ciclabile, non si ampli la dotazione di spazi e servizi pubblici nelle frazioni ma anzi si conceda ai circoli ricreativi (Arci, Acli) la possibilità di esercitare attività di ristorazione snaturando in questo modo la loro funzione sociale e diminuendo la superficie dei circoli dedicata per legge a servizi sociali e ricreativi".

 

"Per questi ed altri motivi – concludono – invitiamo tutti i cittadini a prendere visione, anche sul sito del comune (qui) di questo importante atto che sta per essere approvato dalla maggioranza e presentare osservazioni, come previsto dalla legge, entro il termine di legge del 18 luglio. Da parte nostra continueremo la nostra battaglia nelle sedi istituzionali ed in primo luogo in consiglio comunale".

di Redazione

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