Spuntano i cartelli sulle case. Incontro con il sindaco e la comandante della polizia municipale

BARBERINO VAL D'ELSA – Pericoli, traffico, rumore, smog: alla fine sono spuntati anche i cartelli con su scritte queste "parole d'ordine" sulle case dei barberinesi che vivono lungo la parte nord della via Cassia all'ingresso del paese, sul lato che "guarda" Tavarnelle.

 

"Da oltre trent'anni – dice un residente – portiamo avanti le nostre richieste, sia quella di una variante alla Cassia, sia quella di provvedere a percorsi alternativi che possano almeno frazionare il traffico. In attesa di poter avere una  variante. Credo che in tutta Italia non esista un altro capoluogo, attraversato da un'’arteria importante, senza una variante".

 

Forse a Grassina, dove gli anni di attesa alla variante della Chiantigiana sono ormai sessanta, avrebbero qualcosa da ridire ma… scherzi a parte, anche qui la situazione è ormai ben oltre i livelli di guardia.

 

"Abbiamo a volte discusso con l'amministrazione comunale – prosegue il residente – indipendentemente dal colore politico, ma sempre abbiamo poi proceduto di comune accordo. Per arrivare, diversi anni or sono, ad individuare, da parte dell'amministrazione comunale, il tracciato di una variante, con la relativa area di rispetto".

 

Ma ovviamente i problemi sono infiniti: "La rotonda in zona cimitero, che stenta a partire a causa di problemi geologici, viene considerata, a ragione o a torto, anche il primo lotto della variante medesima. Non sto ad elencare le promesse e le assicurazioni ricevute in passato dall'amministrazione comunale di Barberino, dalla Provincia e dalla Regione, anche da parte dei massimi esponenti…".

 

"Da circa un anno – prosegue – abbiamo preso contatto con la nuova amministrazione comunale e stiamo cercando di portare avanti un dialogo; intanto il traffico aumenta sempre più, con tutte le conseguenze".

 

Ma i guai non sono finiti: "Di recente poi è stata introdotta una nuova viabilità nel centro storico, che, tra le altre cose, obbliga coloro che vengono da sud e vogliono entrare nel centro storico (prima vi accedevano direttamente), a percorrere tutta la Cassia verso Tavarnelle, ad entrare nella periferica via Ugo Foscolo, a tornare indietro, rientrare e  ripercorrere di nuovo in senso opposto una parte della via Cassia ed accedere al centro storico. La nostra già precaria situazione viene ulteriormente aggravata.

 

I cartelli erano stato esposti, ci spiega ancora, "dopo un ultimo tentativo di parlare col sindaco, che non aveva accolto la nostra richiesta di colloquio. Cartelli affissi la mattina e portati via con un "blitz" dei vigili al pomeriggio del giorno dopo, con uno zelo degno di miglior causa (e senza avvisare chi  aveva esposto quei cartelli)".

 

"Siamo rimasti profondamente colpiti ed amareggiati da questo modo di affrontare la situazione – ammette – Noi cittadini,  a parte i cartelli,  abbiamo tanti altri modi, anche più clamorosi,  per manifestare la nostra insoddisfazione, ma siamo rimasti colpiti dal fatto che non si cerchi il dialogo, ma lo scontro. E ciò dopo che da sempre, da parte nostra, era stata manifestata molta disponibilità al dialogo, probabilmente troppa".

 

Nei giorni seguenti la questione è andata avanti: martedì 4 agostoi rappresentanti delle famiglie che abitano lungo la via Cassia sono stati ricevuti dal sindaco Giacomo Trentanovi e dalla comandante della polizia locale Marigrazia Tosi.

 

"Il sindaco – ci spiega il residente – ha detto che non vede in questo momento come poter intervenire, salvo chiedere ad un ingegnere dell'ex Provincia di Firenze di essere a Barberino un giorno del prossimo settembre per poter tutti insieme dialogare in merito. La comandante dei vigili ha detto che farà seguire la via Cassia a Barberino in maniera particolare, con presenza maggiore, autovelox mobile ed altri accorgimenti".

 

Incontro apprezzato dai residenti ma, chiaramente, non risolutivo: "Abbiamo ripetuto che vanno senz'altro bene gli interventi, e anche gli incontri con i rappresentanti delle altre istituzioni. Ma senza andare al fondo del problema (variante o percorsi alternativi) si danno solo delle medicine per alleviare in piccola parte il dolore, senza cercare di affrontare la malattia".

di Redazione

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