Chianti Classico, giro fra i produttori all’Expo: “Il 2015? Sarà un’ottima annata”

Giudizi unanimi: "Uva matura e perfetta. L'annata pare davvero destinata a essere eccezionale"

GREVE IN CHIANTI – Un’ottima annata. È il giudizio praticamente unanime dei produttori di vino chiantigiani presenti in questi giorni all’Expo del Chianti Classico a Greve in Chianti.

 

Fatti tutti gli scongiuri del caso, infatti, per il 2015 ci si aspetta una vendemmia coi fiocchi. Passeggiando per i padiglioni della rassegna abbiamo sentito alcuni dei produttori presenti.

 

Di “uva perfetta” parla Paolo Baldini, dell’azienda Altiero di Greve, una produzione di 14.000 bottiglie e quattro tipi di vino imbottigliato.

 

“E’ un’uva sana – spiega – che non ha sofferto il clima arido e non ha avuto bisogno di molti trattamenti, e ha un gran colore”.

 

Anche Baldini, come altri, anticiperà di qualche giorno la vendemmia ma non di così tanto come avrebbe pensato un mese fa. Il Sangiovese ha ancora un tasso di acidità troppo alto e dunque si arriverà più o meno al termine canonico.

 

Sulla stessa lunghezza d’onda è Lorenzo Sieni dell’azienda Montefioralle, per il quale ci sono tutte le premesse per un’annata “top”, in cui si abbineranno qualità e quantità.

 

Spostandoci nel Chianti senese sentiamo l’azienda Caparsa di Radda in Chianti, che produce circa ventimila bottiglie all’anno.

 

Secondo Federico Cianferoni “l’annata parrebbe eccezionale, anche se per quanto ci riguarda ci siamo difesi anche lo scorso anno quando le condizioni meteo hanno portato qualche problema all’uva di tante aziende”.

 

Buone sensazioni anche per Casa Sola di Barberino Val d’Elsa, il cui “portavoce” Andrea Tarrini, presente allo stand, racconta di un merlot già vendemmiato e di “un buon lavoro di diradamento del Sangiovese che ha sicuramente influito in positivo sulla qualità”.

 

La vendemmia sarà attorno al 20 settembre, ovvero circa dieci giorni prima rispetto agli anni passati.

 

Infine due aziende grevigiane di piccole dimensioni ma sicuramente indicative per avere il polso della situazione.

 

Maurizio Brogioni, dell’omonima azienda, non usa mezzi termini e parla di annata “eccezionale”. “Il Merlot e il Syrah sono a 14 gradi e mezzo, le uve sono tutte sane, non ci sono muffe e la gradazione è perfetta: se non è un’annata ottima questa!” dice entusiasta al Gazzettino del Chianti.

 

Prevedendo anche una importante raccolta delle olive “che finalmente sono sane e ci consentiranno almeno di rifare una produzione di olio sui livelli normali”.

 

Conferma Sabrina Manetti, azienda Sagrona, che con una punta di cautela in più parla di… “buone premesse”.

 

A questo scenario, però, fa da sfondo per contrasto la questione, rilevata da molti produttori, degli ungulati.

 

Cinghiali, caprioli e daini hanno infatti compiuto delle vere e proprie “stragi” di uva e germogli. Un problema che, è l’appello convinto e unanime dei viticoltori chiantigiani, dovrà essere affrontato e risolto con la massima urgenza.

di Matteo Morandini

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