GREVE IN CHIANTI – Quando il Giro d'Italia arriverà nel Chianti, con una tappa a cronometro bellissima e difficile, la "Chianti Classico Stage", ci saranno decine di migliaia di persone ad assistere a questo spettacolo unico.
E tra gli spettatori ce ne sarà uno particolarmente interessato ed emozionato: Simone Borgheresi, grevigiano Doc, ciclista professionista negli anni '90 e gregario di Marco Pantani.
Un personaggio molto amato da queste parti e un grande esperto delle strade che la corsa rosa percorrerà domenica 15 maggio 2016.
Borgheresi, che caratteristiche ha da un punto di vista tecnico questa crono inedita per Greve e il Chianti?
"È un percorso abbastanza particolare, perché comunque si tratta di una cronometro “atipica”, come si dice in gergo. Lo è in quanto normalmente le crono o sono tutte in pianura o sono cronoscalate, mentre qui c'è un percorso misto. In una parola, è una tappa difficile, in cui più di ogni altra cosa credo che sarà determinante la scelta della bicicletta".
Molti addetti ai lavori hanno affermato che questa tappa potrebbe dire una parola importante per l'esito finale del Giro…
"Sì, sono d'accordo. Le cronometro dicono sempre qualcosa di importante in una corsa a tappe, ma questa lo dirà ancora di più. È a metà percorso, e dunque la fatica si fa già sentire, anche se non come nelle ultimissime tappe, quindi sono certo che qualche specialista potrebbe essere protagonista e andare a vincere".
Come si affronta un tracciato così? Qualche consiglio particolare, ad esempio per dosare le energie?
"Non c'è un consiglio particolare. Gli specialisti hanno un loro ritmo e la faranno sempre a tutta, mentre per chi lotta per la classifica ripeto che sarà fondamentale la scelta della bicicletta".
Quindi, che tipo di bicicletta raccomanda?
"Senza dubbio quella da crono, ma solo per chi riesce a guidarla bene. La sconsiglio invece a chi non ha un buon feeling con questo tipo di bici, perché il percorso è molto “vallonato” e potrebbe perdere parecchio tempo".
Lei ha corso per tanti anni da professionista, hai mai avuto occasione di passare da Greve in gara?
"Purtroppo non mi è mai capitato".
Cosa avrebbe dato per poter correre una tappa così?
"Mi sarei sentito molto emozionato perché è una tappa bella e selettiva. Tra l'altro la cronometro era una delle mie specialità e questo sarebbe stato un percorso ideale alle mie caratteristiche. Sicuramente lo avrei preparato nei minimi particolari".
Cosa fa adesso Simone Borgheresi?
"Collaboro con mio padre, che è elettricista. Ho allenato fino allo scorso anno, poi sono venute meno le condizioni per andare avanti e quindi ho lasciato per dedicarmi a questo lavoro. Vediamo in futuro, se capiterà sarò felice di rientrare".
di Matteo Morandini
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