A casa in sicurezza dopo il parto: si potrà essere dimessi anche dopo sole 6 ore!

Sperimentazione all'ospedale di Torregalli: l'attesa "classica" è di 48 ore. Ecco tutte le specifiche

FIRENZE – Di solito, dopo il parto, mamme e neonati restano in ospedale almeno 48 ore prima di far rientro a casa.

 

Al San Giovanni di Dio, ospedale di riferimento anche per tutta l'area del Chianti fiorentino, adesso, è possibile lasciare l’ospedale e tornare alla propria abitazione poche ore dopo la nascita.

 

L’Azienda sanitaria di Firenze ha infatti dato il via a un percorso assistenziale chiamato “dimissione precoce”, col quale, se mamma e neonato stanno bene e sono rispettate alcune condizioni organizzative, già dopo 6/24 ore si può far rientro in famiglia, fra le persone care, con gli appuntamenti già predisposti dei controlli per garantire il benessere di mamma e bambino: una prima visita a domicilio, una seconda in ospedale.

 

"La proposta – dice la dottoressa Paola Del Carlo che dirige la struttura di ostetricia e ginecologia di Torregalli – è rivolta per il momento a donne che abbiano già avuto almeno un parto (non primipare, insomma) e senza precedenti ostetrico/neonatologici negativi, con una gravidanza giunta al termine fra le 37 e le 42 settimane, e con decorso normale del parto e nelle 2 ore dopo il parto".

 

"Insomma – specifica – gravidanza, travaglio, parto e immediato post-partum devono essersi svolti in modo fisiologico e secondo precisi standard stabiliti da procedure e protocolli clinici a tutela della salute di madre e neonato".

 

Non solo i medici devono escludere la presenza di problematiche cliniche che rendano preferibile la permanenza in ospedale, seguendo quindi il percorso “normale”, ma è necessario che anche la famiglia sia disponibile al rientro anticipato e protetto e a sottoporsi ai controlli previsti.

 

"Se questo percorso è condiviso – aggiunge la dottoressa Del Carlo – i genitori firmano il “consenso informato”, ostetrica e pediatra forniscono i recapiti telefonici cui possono rivolgersi 24 ore su 24 in caso di dubbi sulla salute della madre o del neonato. Dopo i controlli previsti, si esegue la visita di dimissione neonatologica e ginecologica".

 

Dopo un counseling con l’ostetrica, il ginecologo ed il neonatologo, vengono  programmati i controlli: entro 24 ore dalla dimissione una visita domiciliare da parte dell’ostetrica aziendale per l’accertamento dello stato di salute psicofisica materna e di un buon adattamento neonatale.

 

Entro 48/96 ore dalla nascita, mamma e neonato si recheranno in ospedale per sottoporsi rispettivamente al controllo ostetrico e neonatologico ed eseguire anche i primi screening obbligatori; infine, entro 7 giorni, viene concordata la prima visita puerperale presso il consultorio di riferimento in attesa della presa in carico da parte del pediatra di famiglia.

 

"Naturalmente – spiega ancora Arianna Maggiali, la responsabile delle ostetriche dell’Azienda sanitaria di Firenze – nel caso in cui, in una qualsiasi fase del percorso, dovessero verificarsi condizioni che suggeriscano un ripensamento, l’ostetrica, sia essa ospedaliera, domiciliare o del consultorio, può attivare, coinvolgendo gli altri professionisti medici, tutte le azioni necessarie alla tutela della salute della madre e del neonato, compresa la riammissione in ospedale di entrambi".

 

Si vuole così favorire la riunificazione della famiglia dopo il parto in ospedale, facilitando il rientro anticipato di madre e bambino a casa, ma senza rinunciare agli standard di sicurezza previsti.

 

La proposta mira anche a sensibilizzare i genitori sull’intera offerta dei servizi ospedalieri e territoriali a loro rivolti e sulle tematiche legate all’allattamento al seno e all’accudimento del neonato, già introdotte nei corsi di accompagnamento alla nascita effettuati nei consultori della Asl 10.

 

In ultima analisi questo progetto dovrebbe comportare anche un risparmio economico e una maggior disponibilità di posti letto. Si è calcolato che il 20% dei bambini nati nel 2014 al San Giovanni di Dio, circa 350 in termini assoluti, avrebbero potuto far rientro a casa subito dopo il parto.

 

"Se il progetto pilota di Torregalli darà risultati soddisfacenti – dice il dottor Marco Pezzati, direttore del Dipartimento materno infantile dell’Azienda sanitaria di Firenze – lo estenderemo anche ai punti nascita dell’Annunziata e di Borgo San Lorenzo».

di Redazione

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