“Vino al Vino”: ultimo giorno della grande rassegna di Panzano in Chianti

Dalle 11 alle 19.30 stand aperti per le degustazioni in piazza Bucciarelli. E chiusura con... il jazz

PANZANO (GREVE IN CHIANTI) – Ultima giornata, quella di domenica 20 settembre, per la rassegna "Vino al Vino" a Panzano in Chianti, con i 19 produttori aderenti all’Unione Viticoltori di Panzano in Chianti che in piazza Bucciarelli (dalle 11 alle 19.30, musica jazz dalle 17.30 alle 19.30) presentano i loro vini Chianti Classico e IGT.

 

Una festa enologica che ormai rappresenta un vero e proprio momento clou per tutto il territorio chiantigiano, realizzata dall’Unione Viticoltori di Panzano in Chianti e dal Consorzio Vino Chianti Classico, con il patrocinio del Comune di Greve in Chianti.

 

Queste le aziende che aderiscono all'associazione: Candialle, Casaloste, Castello dei Rampolla, Cennatoio, Fattoria La Quercia, Fatttoria Rignana, Fontodi, Il Molino di Grace, Il Palagio, La Festeggiata, La Massa, Le Cinciole, Le Fonti, Montebernardi, Panzanello, Renzo Marinai, Tenuta degli Dei, Vecchie Terre di Montefili, Vignole, Villa Cafaggio.

 

Negli orari di apertua si potrà partecipare con la formula consolidata dell’acquisto del calice di degustazione (15 euro); sarà possibile percorrere un cammino gustativo di altissimo livello,  accompagnati da musicisti jazz che arricchiranno l’esperienza sensoriale e allieteranno i presenti.

 

I vini di Panzano rivendicano, come spiega l'Unione Viticoltori, "un’unicità in una zona già unica, invidiata per la bellezza dei suoi paesaggi, l’arte e la cultura dei castelli, delle pievi sparse ovunque, la delizia delle tradizionigastronomiche e, soprattutto, enologiche. Infatti, all’interno del vario territorio chiantigiano è individuabile uno stile propriamente… panzanese”.

 

"Panzano – spiegano – è una piccola area con proprie specifiche pedoclimatiche e condizioni di coltivazione per lo più omogenee. Vigneti generalmente siti fra i 350 e i 450 metri slm, con eccezioni non rare sopra i 500 (Panzano è arroccata a ridosso di un colorato anfiteatro di dolci e soleggiati pendii, cui corrispondono, dal lato opposto, i più aspri, freschi e ombrosi declivi che scivolano nella Greve)".

 

"Sangiovese – sottolineano – vitigno principe (originario del Chianti e capace, come pochi altri, di adattare i suoi profumi e le fragranze al terreno su cui si sviluppa). Galestro e alberese (scheletro nelle profondità) a comporre, in larga predominanza, il suolo. Una storia dal centenario sapore di vino. Infine, ma non ultimo, un agguerrito e professionale gruppo di produttori, giunti da ogni dove a diversificare, arricchendolo di nuove efficaci interpretazioni, il fertile sostrato vinicolo toscano, e i cui entusiasmi, le cui passioni, le cui tante battaglie hanno contribuito alla crescita della grandezza di Panzano e dei suoi vini".

 

"Questo – concludono – è ciò che racchiude il termine “terroir”, e che si verifica da diversi anni, ormai, a Panzano: una sintesi alchemica fra elementi naturali e interventi umani, fra microclima, mesoclima e macroclima, fra esposizione dei vigneti e tecniche di vinificazione, fra fattori culturali e geologici; un originalissimo ed efficace “melting-pot enosofico” che abbraccia tipicità e ricerca, tradizione e innovazione, passato e futuro in un armonico ed equilibrato sodalizio produttivo volto alla qualità e alla realizzazione di grandi vini".

 

 

di Redazione

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