GREVE IN CHIANTI – “La Toscana non è terra di mafia, ma le infiltrazioni criminali ci sono anche nei nostri territori, e le ultime vicende di cronaca lo testimoniano. Dobbiamo tener gli occhi ben aperti e vigilare, come cittadini, associazioni, istituzioni. La nascita di un presidio di Libera a Greve sarebbe un fatto molto positivo, per rafforzare la rete toscana e diffondere ancora di più la cultura della legalità e del rispetto della Costituzione”.
Con queste parole don Andrea Bigalli, coordinatore regionale di Libera, la rete di associazioni contro le mafie, ha chiuso domenica scorsa la partecipatissima serata alla casa del popolo di Greve in Chianti, organizzata dall’associazione culturale Tiravento.
Una serata aperta dall’intenso monologo di Giovanni Esposito “Pezzi mancanti”, della Compagnia Teatri d’imbarco e della Cooperativa sociale Macramè.
Un vero e proprio viaggio nei misteri della mafia, a memoria delle tante vittime, conosciute o meno, della criminalità organizzata, chiuso con la denuncia dei tanti, troppi “documenti irreperibili” nelle indagini che in oltre 40 anni di storia italiana hanno ostacolato la ricerca della verità e dei responsabili.
Dopo il buffet offerto dai volontari di Tiravento, sullo sfondo delle immagini di testimonianza dai campi di Libera hanno preso la parola il coordinatore provinciale, Luca Grillo, Massimo Torricelli del presidio di Sant’Andrea in Percussina e Anna Canacci del circolo Arci la Rampa di Tavarnelle, che hanno raccontato le attività del territorio, augurandosi di poter aggiungere presto al mosaico dei presidi della provincia di Firenze anche il tassello grevigiano.
di Redazione
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