Addio a Varis Viviani, ultimo testimone della strage di Fabbrica ad opera delle SS

Lui scampò al fuoco dei tedeschi, aveva 12 anni: "Li riconoscerei fra tutti nel mondo" diceva

SAMBUCA (TAVARNELLE) – Riuscì a scampare al fuoco dei tedeschi solo perché aveva 12 anni, rimediando però un calcio nel sedere da un SS: "Riconoscerei quei tedeschi tra tutti nel mondo" ci disse Varis Viviani nel 2014, quando lo intervistammo nella sua casa alla Sambuca, dove viveva con la moglie.

 

Un male incurabile l’ha portato via, all’età di 83 anni. Varis era un testimone di quella tragica pagina di storia che il 24 luglio 1944, nella frazione di Fabbrica, nel comune di San Casciano, vide l'omicidio di tre mezzadri da parte delle SS tedesche.

 

Bruno Viviani 21 anni fratello di Varis, Brunetto Bartalesi 34 anni, Giuseppe Vermigli 65 anni; mentre Carlo Viviani, 59 anni, fu ferito alla testa e fingendo di essere morto riuscì a salvarsi. Ma da quell’evento subì un forte trauma, tanto che si ammalò e morì nel 1948.

 

Il 24 luglio 2014 Varis partecipò alla cerimonia dell’intitolazione di Via Martiri di Fabbrica, alla presenza dei sindaci dell’Unione Comunale del Chianti Fiorentino e di varie associazioni: è stato l’ultimo giorno in cui è tornato sul luogo dell’eccidio.

 

In quell’occasione ci consegnò una foto che ritraeva il fratello Bruno. Il desiderio di Varis era che al momento della sua morte la Santa Messa venisse celebrata nella chiesa di Sant'Andrea a Fabbrica, dove era nato, per poi essere tumulato nel cimitero della Sambuca.

 

Lo ricordiamo con affetto, lui un “omone” dal volto buono, gentile, che ripercorrendo quei tristi ricordi, si emozionava e faceva emozionare chi lo ascoltava.

di Antonio Taddei

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