GREVE IN CHIANTI – E' il patrimonio. materiale ed immateriale di un territorio campione, nel cuore del Chianti, l’oggetto di studio, di interesse, di attenzione e di valorizzazione del progetto Slow Road.
Già esposto ed introdotto l’11 aprile scorso, in occasione dello Slow Art Day, presso La Macina di San Cresci, è stato presentato nelle scorse settimane come seminario “Design e Tecnologie per la sostenibilità” (professor Giuseppe Lotti) presso il Design Campus dell’Università di Firenze.
Slow Road nasce da un’idea de La Macina di San Cresci, associazione culturale e Residenza per Artisti Internazionali – che da anni ormai opera ideando e organizzando importanti mostre ed eventi culturali – come progetto-pilota: un format replicabile per un percorso artistico integrato teso alla valorizzazione del territorio e ad una fruizione più attenta e consapevole del turismo.
Un territorio campione, un anfiteatro naturale che congiunge Greve in Chianti con la sua piazza del mercatale; l’antico ospizio francescano oggi Museo d’Arte Sacra di San Francesco; il Borgo medioevale di Montefioralle; la Pieve di San Cresci e Zano.
Un luogo che diventa oggetto e protagonista di interventi, fra esplorazione geografica e condivisione creativa.
A questi luoghi, lungo antichi tracciati, così intimamente, storicamente e visivamente connessi, correlati e dipendenti, il percorso vuole dare la possibilità di rivivere nel presente, offrendo un’importante chiave di lettura di quelle che sono le radici più profonde di questo territorio e le vicende dinamiche che lo hanno portato al suo aspetto odierno.
L’area prescelta presenta un indubbio interesse dal punto di vista storico-archiettonico, naturalistico e paesaggistico; a tale ambito è da aggiungersi un contesto artistico-culturale già attivo con le numerose mostre ospitate al Museo di San Francesco, la continua incursione di artisti internazionali per la presenza della residenza, il vissuto degli studi di artisti locali, la versatilità artistica della Pieve di San Cresci (luogo che ha accolto mostre come “Senza titolo” di Jannis Kounellis nell’ambito di Tuscia Electa e nel più recente periodo gli oggetti di estremo valore di Ettore Sottsass). Un percorso, inoltre oggetto di manifestazioni della tradizione nel corso dell’anno.
L’area gode di un importante flusso di visitatori interessati alle emozioni del bello. Questa è un’esigenza spontanea che nasce proprio dal desiderio di vivere un luogo poggiando i piedi su di esso, per non sentirsi estranei, ma complici dei luoghi.
Il progetto si prefigge, in prima battuta, di dare una risposta a queste necessità attraverso la creazione di opere di design (arte per essere usata) tese a valorizzare la terracotta: un materiale tradizionale, legato da sempre ed intimamente al nostro territorio, dalle proprietà specifiche e peculiari che potrà, in questo modo, identificarsi in nuove forme e proiettarsi nell’ambito del contemporaneo e di nuovi mercati.
Slow Road risponde inoltre alla volontà di favorire un turismo qualificato e un’offerta turistica diversificata che tenga conto delle esigenze e degli interessi del pubblico al quale si rivolge e, al tempo stesso, del territorio e della sua salvaguardia e tutela attraverso la conoscenza e l’educazione al rispetto e alla “meraviglia”.
Il percorso vuole essere un luogo esemplare di ispirazione, un modello di cura, da parte dei residenti e dell’amministrazione, del “giardino comune” attraverso regole estetiche e di decoro.
Il progetto ha previsto l’individuazione di quattro aree lungo il circuito (San Francesco, Montefioralle, San Cresci, Zano), quali aree di sintesi artistica, dove saranno collocati i manufatti in cotto fruibili come aree di sosta e relax.
Agli studenti di design, spesso così lontani dalle fasi di realizzazione dei loro oggetti, sarà data l’opportunità di scoprire da vicino un materiale, il cotto, e le aziende che da sempre lo conoscono e (dopo una prima fase formativa, ideativa e progettuale finalizzata e sul campo) d’interagire con le fornaci storiche e lavorare insieme affinché l’idea si faccia opera e la teoria pratica.
Una piattaforma digitale, insieme ad una mappa cartacea dei luoghi dedicati all’arte, non a se stanti ma connessi da un circuito, localizzerà e promuoverà come turismo creativo: gli atelier d’artista di Alfredo Correani, Alfredo Futuro, Duccio Trassinelli e Alessandro Nutini, presenti nell’area d’intervento (con contatti ed eventuali orari visite); i contenitori d’arte: il Museo di San Francesco, La Macina di San Cresci , il Borgo di Montefioralle; le opere di Design.
Slow Road ha previsto anche residenze d’artista per due giovani selezionati tra oltre ottanta candidature internazionali. Jairo Alvarez (Argentina) e Marte Kiessling (Germania), i quali sono stati invitati, nei mesi scorsi, ad intervenire ed interpretare il percorso finalizzando la loro permanenza alla produzione di composizioni fotografiche e video; mentre gli artisti newyorkesi Rachel Sherk e Aaron Rourk hanno rappresentato il percorso con un “Digital Diary”.
Università, arte e attività produttive: è questo dunque il felice connubio innescato dal progetto; una forma di sinergia che passa proprio dal rapporto diretto fra studenti, artisti, imprenditori ed istituzioni, in chiave didattica e di creazione artistica.
Un risvolto culturale continuato nel tempo, nella previsione di arricchire annualmente il territorio con nuove installazioni e opere di artisti emergenti e noti. Mostre, convegni, pubblicazioni permetteranno una nuova dimensione dello sviluppo territoriale.
Un nuovo stimolo al contemporaneo che si prefigge di scavalcare i confini dell’area in oggetto ed essere incentivo per la fruizione di altri luoghi d’interesse nella nostra regione.
Il progetto è in collaborazione con la Scuola di Architettura dell’Università di Firenze, la Regione Toscana, il Comune di Greve in Chianti e le Fornaci Storiche di Impruneta (M.I.T.A.L, Fornace Masini, Artenova, Ricceri Sergio).
L’inaugurazione del percorso, prevista per giugno 2016, vedrà come evento conclusivo la proiezione del video, l’esposizione dei lavori delle residenze d’artista ed il dibattito “L’Arte, il territorio e la sua fruibilità”.
Dopo la giornata di presentazione di Slow Road, ha fatto seguito il sopralluogo dell’area campione da parte degli studenti con briefing finale presso la Residenza di San Cresci, alla presenza: dei professori universitari Giuseppe Lotti e Vincenzo Legnante; del presidente de La Macina di San Cresci/associazione culturale no-profit Duccio Trassinelli, del direttore della stessa Demetria Verduci e del curatore artistico Caterina Pacenti.
di Redazione
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