“Rossa, buona e sana”: i macellai del Chianti al Mercato Centrale di Firenze

Con sindaci, assessori e un cardiologo, i nostri "beccai" hanno parlato del rapporto OMS che "colpevolizza" la carne

CHIANTI FIORENTINO –  Chi dice che la bistecca fa male? Se il Chianti, secondo un recente studio medico-scientifico, è una delle terre più longeve al mondo, lo deve in gran parte alla semplicità e all’alta qualità della sua produzione agroalimentare.

 

La carne rossa, fresca e di qualità, non va demonizzata come è accaduto con l’uscita dello studio curato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, ma consumata con gusto e moderazione.

 

Lo hanno sottolineato i "beccai" chiantigiani che oggi, accompagnati dai rappresentanti istituzionali dei Comuni di San Casciano, Tavarnelle, Barberino Val d'Elsa e Greve in Chianti, nonché da un medico, sono stati protagonisti al Mercato Centrale di Firenze.

 

Guerra al colesterolo e ai grassi saturi sì, ma solo quando nella dieta viene a mancare il concetto di equilibrio che è poi il principio da perseguire per garantire al nostro organismo efficienza e salute.

 

Qualità della produzione e dieta salutare ed equilibrata. E’ doppia la linea sulla quale si incontrano e fanno convergere le rispettive posizioni gli amministratori comunali, i macellai del Chianti e alcuni medici del territorio.

 

PAROLA… AI MACELLAI

 

Lo dicono dai loro banchi i maestri della ciccia, lo affermano sul piano scientifico gli esperti e su quello istituzionale i sindaci.

 

“La carne, nella fattispecie chiantigiana, produzione tipica di alta qualità, simbolo di una tradizione lontana che guarda alla semplicità" commentano i macellai di San Casciano, Tavarnelle e Greve Stefano Secci, Morando Morandi e Lorenzo Bencistà Falorni.

 

"Un prodotto – proseguono – che esprime genuinità e mette in campo di generazioni in generazione competenze specifiche nel settore agroalimentare, non può essere messo sotto processo come ha fatto l’Oms, ma valorizzato e tutelato attraverso la diffusione di informazioni corrette”.

 

Il rapporto dell'Oms ha stabilito che il consumo di carne lavorata o meno, cioè affettati, wurstel e bacon, aumenta il rischio di contrarre il tumore al colon.

 

“Noi diciamo al contrario – proseguono – che ciò che conta ed è importante trasmettere ai consumatori è la qualità, la freschezza della carne e il rispetto della quantità, l’attenzione a non eccedere nel fabbisogno proteico che non deve mancare nella dieta di ognuno”.

 

Altro aspetto importante il binomio qualità-prezzo. Si può spendere nella giusta misura e mangiare benissimo (e mai è stato importante come di questi tempi) anche quando l’acquisto del prodotto si compie davanti al banco di un macellaio.

 

E’ una questione di scelte alimentari, di consumo consapevole, di conoscenza del valore della gastronomia e delle tradizioni locali, di uso corretto dei tempi e delle modalità di cottura.

 

Sapere ad esempio che il bovino adulto può essere consumato e degustato interamente, compreso il suo “quarto anteriore” e non solo utilizzando i tagli che per consuetudine siamo abituati ad acquistare e presentare in tavola, aiuta a vivere meglio.

 

Aiuta a rispettare e salvaguardare l’ambiente, fa bene alle tasche delle famiglie, mantiene alto il livello della qualità della vita. Insomma la carne rossa del Chianti è buona, nutriente, sicura e versatile in padella.

 

Riscoprire la bontà, recuperare l’onore e ad esaltare i pregi di carni, un tempo immancabili sui banchetti delle nobili famiglie.

 

La "task force", composta da macellai, amministratori comunali ed esperti, medici e nutrizionisti, unisce le forze per valorizzare e promuovere la dignità della carne rossa.

 

PARLA IL CARDIOLOGO

 

La qualità in campo alimentare non è uno sfizio da gourmet ma è autenticamente salute. Ad affermarlo è il cardiologo Roberto Comi.

 

“Più qualità, meno quantità quando si parla di alimentazione e in modo particolare per le carni rosse e gli insaccati, – dice – non ci sono segreti o rivelazioni, lo stile di vita è quello equilibrato: deve ricomparire l’attività fisica regolare, oggi sovente accantonata, e a tavola l’equilibrio; il piccolo produttore che dà garanzie sul corretto allevamento di animali rispettoso della loro fisiologia assicura un prodotto sano”.

 

ISTITUZIONI IN DIFESA DELLA TIPICITA'

 

“Questa iniziativa – dichiarano i sindaci Massimiliano Pescini (San Casciano) e David Baroncelli (Tavarnelle) e gli assessori Cristina Pratesi (Barberino Val d'Elsa), Gionni Pruneti (Greve) e Roberto Ciappi (San Casciano) – nasce non solo dall’esigenza di esprimere un’opinione diversa da quella dell’Oms nel nome della qualità del prodotto, ma si pone l’obiettivo di salvaguardare le diversità e opporre una precisa forma di resistenza gastronomica ai mercati globalizzati che mettono in crisi le nostre produzioni agricole".

 

"Siamo consapevoli infatti – concludono – che il rischio di perdere le tipicità agro-alimentari, che sono poi le fondamenta delle eccellenze gastronomiche della tradizione culinaria, è alto; sono le produzioni industrializzate omologate che generano smarrimento delle diversità e delle identità culturali e di stili di vita. A questa progressiva trasformazione che investe la vita di ciascuno di noi, non di rado condizionandola, la cultura chiantigiana risponde con la riscoperta di gusti e bontà delle tradizioni alimentari locali”.

di Redazione

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sostieni il Gazzettino del Chianti

Il Gazzettino del Chianti e delle Colline Fiorentine è un giornale libero, indipendente, che da sempre ha puntato sul forte legame con i lettori e il territorio. Un giornale fruibile gratuitamente, ogni giorno. Ma fare libera informazione ha un costo, difficilmente sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità, che in questi anni ha comunque garantito (grazie a un incessante lavoro quotidiano) la gratuità del giornale.

Adesso pensiamo che possiamo fare un altro passo, assieme: se apprezzate Il Gazzettino del Chianti, se volete dare un contributo a mantenerne e accentuarne l’indipendenza, potete farlo qui. Ognuno di noi, e di voi, può fare la differenza. Perché pensiamo che Il Gazzettino del Chianti sia un piccolo-grande patrimonio di tutti.

Leggi anche...