GREVE IN CHIANTI – "Il tempo delle parole e delle promesse è finito, e dal nostro punto di vista servirebbe un provvedimento drastico, come a suo tempo fu adoperato per il divieto del fumo nei locali pubblici. Non ci sono mezze misure quando si tratta della salute dei cittadini".
Il MoVimento 5 Stelle di Greve in Chianti persegue nella sua battaglia contro l’uso dei pesticidi: "Chiediamo il divieto sul nostro territorio di sostanze catalogate come probabili cancerogene da marzo 2015".
"E’ stata portata in consiglio comunale – ricordano – una mozione che appunto ne chiedeva il divieto anche in agricoltura. Pensavamo che facendosi forti del principio di precauzione, per noi, ci sarebbero state tutte le prerogative per prendersi la responsabilità di tracciare percorsi diversi per la nostra agricoltura, visto che l’esperienze dei bio-distretti, sempre più numerosi in Italia, ci insegnano che percorsi più virtuosi e salutari n agricoltura, sono nel tempo molto vantaggiosi anche da un punto di vista economico".
"Sulla scia di una mozione parlamentare 5 Stelle – sottolineano – accolta dalla maggioranza Pd, abbiamo portato in consiglio comunale una mozione approvata nel comune di Livorno, a guida penta stellata, a cui si sono aggiunti il comune di Malles e di Belluno, dove si chiede il divieto anche in agricoltura di sostanze chimiche riconosciute dannose quali: Glyphosate, Malathion, Diazin, Tetracholrvinphos, Parathion".
"Per legge – spiega il M5S grevigiano – quando vengono usati questi composti (anche altri che in questo momento sono allo studio) in terreni di pertinenza comunale, provinciale o regionale, l’area trattata dovrebbe essere segnalata con cartellonistica specifica e abbastanza inquietante, affinchè non vi si possa circolare per ben 48 ore. Dunque, questo è sintomo dell’ effettiva nocività di dette sostanze. Non sembra ci sia lo stesso obbligo di legge per i terreni privati".
"Eppure il pericolo è lo stesso, chi ci avverte che la zona agricola è stata trattata? – domandano – Come possiamo evitare di stare lontani 48 ore dalla zona trattata se non siamo avvertiti da nessun tipo di segnalazione? Pensiamo al danno che ne ricevono flora e fauna, ai centri abitati in prossimità di colture trattate con queste sostanze, per esempio in giornate ventose (effetto “deriva”). Nel nostro territorio non si sono mai visti tali divieti, ne’ cartellonistica di alcun tipo".
Nasce, sottolineano, "da qui la nostra preoccupazione e la nostra richiesta di andare in una certa direzione, richiesta puntualmente bocciata dalla maggioranza. D’altronde, da chi ritiene che bruciare i rifiuti nell’inceneritore sia innocuo, ci si può anche aspettare che non ci sia la dovuta sensibilità nel ritenere pericolose sostanze ormai catalogate come “probabili cancerogeni”, il cui uso, come spiegato prima, sarebbe quantomeno opportuno fosse segnalato".
"Pensiamo che in una zona – riprendono – come la nostra, prettamente agricola, sia arrivato il momento di affrontare la questione nei fatti, e l’urgenza di tale richiesta è motivata proprio dal recente studio scientifico che cataloga il glyphoste e le altre sostanze citate sopra come “probabili cancerogeni”. Riteniamo che proprio per il principio di precauzione, un Sindaco non possa assolutamente ignorare o sottovalutare il termine “probabile”, ma che invece si debba adoprare nei fatti e nell’immediato. L’Italia è il Paese europeo che fa maggior uso di sostanze chimiche in agricoltura".
Poi vengono all'attualità: "Leggiamo sulla stampa che il Comune di Greve avrebbe accolto il nostro appello per un’agricoltura diversa. E’ da tanto che noi chiediamo di andare in questa direzione. Come gruppo consiliare 5 Stelle abbiamo sottoscritto la Carta di Panzano (documento di Medicina Democratica che ha dato avvio a comitati cittadini per un’ agricoltura a pesticidi zero), abbiamo portato atti in Consiglio Comunale conseguenti alla nostra attività su questa tematica".
"L’ultima mozione – concludono – era un atto politico d’indirizzo che chiedeva un impegno scritto, che avrebbe sancito una responsabilità ben precisa, ma la maggioranza ha detto no rigettando la nostra proposta, nonostante ci fosse stata da parte nostra anche la disponibilità ad accettare il divieto del glyphosate e affini entro il 2016, dunque no dall’oggi al domani. Occasione persa dall’amministrazione grevigiana se davvero intende perseguire l’obbiettivo pesticidi zero".
di Redazione
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