Progetto “Slow Road”: fra le aule universitarie e le fornaci storiche… del cotto

Prosegue l'iniziativa de La Macina di San Cresci: nella terracotta imprunetina uno dei suoi cardini

GREVE IN CHIANTI – In cerca di storia e bellezza, seguiamo le fasi di "Slow Road", un progetto pilota coordinato da La Macina di San Cresci che crea rete tra amministrazione comunale, Università, attività produttive e soggetti privati.

 

Nelle scorse settimane, presso il Design Campus dell’Università di Firenze, è stata infatti una giornata dedicata alla conoscenza del patrimonio materiale ed immateriale del Chianti, convinti che un progetto di valorizzazione del territorio non possa prescindere da questo.

 

Gli studenti, divisi in gruppi, hanno affrontato tematiche quali: il Chianti, la sua storia ed il patrimonio culturale; la produzione manifatturiera ed agroalimentare; il paesaggio e l’ambiente; la cultura contadina, usanze, oggetti e utensili; cucina e prodotti tipici; e ancora: arte ambientale; design e beni culturali; nuovi linguaggi artistici; terracotta e design; design e valorizzazione del territorio; design e arredo per esterni.

 

A seguire è stata invece la volta delle fornaci storiche di Impruneta: sono state visitate M.I.T.A.L., Masini, Artenova, Ricceri.

 

Gli studenti hanno avuto la possibilità di conoscere da vicino il materiale che andranno ad utilizzare per realizzare le quattro aree relax previste dal progetto e che verranno posizionate lungo l’anello Greve in Chianti – Museo di San Francesco – Montefioralle – San Cresci – Zano.

 

All’interno della Fornace M.I.T.A.L. hanno potuto osservare gli artigiani al lavoro ed entrare fisicamente in quello che è il mondo della terracotta.

 

Marco Masini, Leonardo Parisi e Luigi Mariani, i tre rappresentati delle aziende del cotto imprunetino presenti – che da generazioni lavorano questo straordinario materiale dalle caratteristiche peculiari e specifiche – hanno illustrato la storia, la tradizione, la tecnica, il processo di produzione dei manufatti – dalla terra all’oggetto – e hanno acceso la curiosità dei ragazzi che hanno rivolto loro numerose domande riguardo agli aspetti che concernono il materiale e la sua lavorazione, scoprendone le enormi possibilità ed anche i limiti.

 

L’idea alla base è quella di uno scambio: da parte degli studenti nuove idee e nuove forme per un materiale tradizionale; da parte delle aziende l’opportunità per gli studenti di “sporcarsi le mani”, di comprendere la complessità delle fasi che seguono la progettazione a livello tecnico, pratico, commerciale ed economico.

 

La visita è stata un momento di apprendimento ma anche un momento di riflessione su quello che è il patrimonio immateriale di un territorio – in questo caso la zona del cotto imprunetino – fatto di conoscenze ed esperienze tramandate nei secoli attraverso la parola e gli oggetti, il know-how, e l’estrema importanza che ha, per coloro che lo abitano, conservare la propria identità e tradizione.

 

Questo non vuol dire guardare al passato ma al futuro, trovare nuove declinazioni, nuove idee, mettere in discussione e rimettersi in gioco affinché le aziende, che rappresentano l’orgoglio ed il vanto di un paese, possano farsi conoscere da tutti, in Italia e nel mondo, per quello che possono offrire in termini di forme, cultura e qualità.

 

Un oggetto, un manufatto, non è infatti solo forma e materia ma contiene in sé un’infinità di valori e di sapere. Inoltre, nuove soluzioni formali danno luogo spesso allo sviluppo di nuove tecnologie e nuove sfide, in ogni caso, portano ad una crescita. Questo è stato il fil-rouge che ha condotto la giornata e questo uno degli obiettivi del progetto.

 

Poi è stata infine la volta del brainstorming, secondo il metodo di lavoro del Campus, che ha seguito i tre elementi fondamentali del design strategico: prodotto, comunicazione e servizio.

 

Post-it di diversi colori hanno tappezzato la vetrata dell’aula di Calenzano e dato vita a nuove idee, stimoli e spunti di riflessione sui quali si è animato il dibattito e poi basata la presentazione del pomeriggio sulle linee-guida che gli studenti seguiranno.

 

Nei prossimi giorni tutto ciò si farà concept e, dallo sviluppo di questi ultimi, nasceranno i progetti delle aree di relax e si potranno meglio delineare e definire le strategie comunicative e promozionali del percorso "Slow Road".

di Redazione

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