Rissa San Donato Tavarnelle-Signa: “Da noi nessun insulto razzista”

Il presidente sandonatino Gabriele Corti interviene dopo le botte e le polemiche di domenica

SAN DONATO IN POGGIO (TAVARNELLE) – "Sono successe cose che, purtroppo, a volte succedono sui campi da gioco. Ma da parte dei nostri giocatori nessun insulto razzista è stato pronunciato".

 

Il presidente del San Donato Tavarnelle Gabriele Corti prende la parola in seguita alla rissa (in foto, fornita da piananotizie.it) che domenica 3 gennaio è andata in scena sul finale di Signa 1914-San Donato Tavarnelle, partita tiratissima chiusasi sull'1-1 e un finale velenoso.

 

Tutto inizia quando il neo entrato Diop fa un bruttissimo fallo su un centrocampista sandonatino: "Tanto che è stato subito espulso – dice Corti – Uno dei nostri è andato a prendere il pallone e il giocatore del Signa, al quale era già stato mostrato il cartellino rosso, gli ha sferrato un cazzotto in faccia".

 

Da qui il parapiglia generale: "Lì uno dei nostri ha messo le mani al collo di quello che aveva tirato il cazzotto, ed è stato espulso. Nella confusione è stato espulso anche un altro del Signa".

 

"Le panchine – prosegue Corti – sono entrate in campo entrambe, c'è stata tensione, ma le cose sono rientrate nei ranghi. Tanto che alla fine uno dei nostri, in modo involontario, ha aperto un sopracciglio a un loro difensore (anche se il referto parla di zigomo rotto in quattro punti, n.d.r.), ma si sono chiariti subito".

 

"In campo è successo questo –  conclude Corti – Se qualche dirigente, se qualche tifoso sugli spalti  ha detto qualcosa sul colore della pelle non lo so. Forse qualcosa è successo visto che ho ricevuto alcune telefonate in proposito, ma in campo i ragazzi non hanno espresso insulti razzisti".

di Matteo Pucci

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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