“Ungulati: gli intellettuali contro gli abbattimenti sono lontani dal mondo reale”

L'intervento del Consorzio Vino Chianti Classico sulle mobilitazioni: parlano il dg Liberatore e il vice Cassano

SAMBUCA (TAVARNELLE) – Hanno visto e letto della mobilitazione di ambientalisti e intellettuali contro il piano regionale di abbattimento degli ungulati in corso di discussione presso la Regione Toscana.

 

Hanno raccolto, da mesi, anni, gli sfoghi dei loro agricoltori e imprenditori, costretti a convivere con una presenza (in particolare di cinghiali e caprioli) ormai insostenibile. Che provoca perdite, costi, rabbia. E non solo.

 

E adesso prendono la parola dal quartier generale del Consorzio Vino Chianti Classico, alla Sambuca.

 

Nei giorni in cui il Gallo Nero presenta le celebrazioni che in questo 2016 accompagneranno i 300 anni della denominazione, il direttore generale Giuseppe Liberatore e il vice direttore generale Michele Cassano vogliono chiarire come il Consorzio valuti la legge in arrivo. E come si confrontano con quel mondo di ambientalisti e intellettuali che la combatte.

 

"Se c’è un limite alla proposta di legge dell’assessore regionale all'agricoltura Marco Remaschi per la gestione dell’emergenza ungulati in Toscana – dicono senza tentennamenti – è che essa arriva con un decennio di ritardo. È una proposta certamente perfettibile ma di buon senso, che non chiude gli occhi davanti ai problemi e che ha avuto il coraggio (dobbiamo dirlo chiaramente) di opporsi a quelle lobby di cacciatori che con i loro voti hanno tenuto in ostaggio per anni una Regione".

 

Poi passano alla valutazione delle mobilitazioni delle ultime settimane, andate in scena fra conferenze stampa, flash mob, striscioni sul Ponte Vecchio…: "La petizione di intellettuali, scrittori e naturalisti contrari alla proposta di legge, si arricchisce di giorno in giorno di nuove ed autorevoli firme. Ultima in ordine di tempo quella di Giulio Giorello, filosofo italiano tra i più noti anche a livello internazionale".

 

"A dire il vero – commentano Liberatore e Cassano – la cosa, chissà perché, non ci sorprende, visto che in Italia, qualunque proposta si avanzi, di qualunque argomento si tratti, suscita sempre le reazioni indignate di intellettuali pronti a difendere a spada tratta lo status quo o a sostenere il classico “ci vuole ben altro”. La questione degli ungulati poi, si presta benissimo all’indignazione perché contrappone, figurativamente parlando, il bene al male, gli animali buoni agli umani cattivi, il “bambi” al cacciatore".

 

"Cosa c’è di più facile – incalzano – e meno indolore che “sparare” sui cattivi senza timore di essere attaccato per aver espresso posizioni di assoluto buon senso? Peccato che questa visione così semplicistica sia lontana dal mondo reale, quello in cui la gente abita, vive e lavora, quello in cui il problema non viene solo “percepito” ma “subito”. Ad esempio nelle campagne toscane".

 

"Chiunque viva in campagna – ricordano il direttore generale del Consorzio e il suo vice – conosce benissimo ciò che esimi intellettuali firmatari di petizioni evidentemente ignorano. Chi vive in campagna sa benissimo che il problema degli ungulati è enormemente cresciuto negli ultimi 20 anni; sa benissimo che è stato generato dall’introduzione di specie alloctone molto più prolifiche e voraci delle nostrane; sa benissimo, come ricorda Francesco Ricasoli nelle sue interviste, che fino a 30 anni fa per vedere un capriolo in Chianti bisognava andare al cinema e i cinghiali erano confinati in Maremma".

 

"E non è tutto – rimarcano – ciò che accomuna le indignate dichiarazioni dei firmatari di petizioni è la totale mancanza di conoscenze specifiche, oltre che il parlare per assunti etici presentati come verità scientifiche. Eppure basterebbe solo un po’ di buona volontà per ottenere una visione un po’ più articolata del fenomeno: ad esempio sentendo l’opinione di esperti che spieghino loro come la proliferazione degli ungulati stia mettendo a rischio la riproduzione dei boschi, come abbia drasticamente ridotto l’habitat di numerose specie animali oramai avviate verso l’estinzione (almeno in Toscana), come abbia trasformato vaste parti di sottobosco in un deserto, come sia aumentato il rischio sanitario per la diffusione di alcune patologie molto pericolose per l’uomo (il morbo di Lyme)".

 

"Detto in parole povere – dicono senza mezze misure – la proliferazione degli ungulati sta provocando un vero e proprio collasso ambientale, di cui gli incidenti stradali (non si preoccupi il professor Giorello, i dati ci sono e sono attendibili) e i danni alle produzioni agricole costituiscono solo una parte delle conseguenze".

 

"Infine – sottolineano ancora – non possiamo non cogliere un certo paradosso nelle posizioni dei firmatari di petizioni, ben espresse dalle dichiarazioni infuocate del professor Giorello, per il quale: “La politica (si fa per dire) del Pd in Toscana e altrove, ancora una volta è corriva con gli aspetti più reazionari del Paese. Ma quanto a lungo dovremo preoccuparci di questo rimasuglio di un sistema che prima viene dissolto, e meglio è?”. Ovviamente non ci interessa discutere di politica e tantomeno polemizzare con il professore, sicuramente più competente di noi, ma nel caso di specie (la “questione ungulati”)  ciò che a noi appare evidente e che se c’è qualcuno corrivo con la cultura più reazionaria del Paese è proprio l’esimio professore, il quale non si rende conto che a brindare per le sue dichiarazioni sono proprio coloro che il problema l’hanno creato e che hanno tutto l’interesse affinché nulla cambi".

 

Ne hanno, infatti, anche per i cacciatori (o almeno alcuni) Liberatore e Cassano. Con "coloro che gestiscono un mercato della carne (di cinghiale soprattutto) che non ha nulla di trasparente e che magari gli stessi firmatari sostengono di tanto in tanto con qualche pranzo al ristorante; che sono indifferenti ai danni che provocano all’ambiente ed all’economia, tanto i costi li pagano sempre gli agricoltori, mica i firmatari di petizione".

 

"Se c’è un reazionario – concludono – è colui che fa finta di non vedere un problema grande come una montagna o che pensa di risolverlo affidandosi alle sole dichiarazioni di principio, tra l’altro da noi stessi condivise. È reazionario chi presuppone senza informarsi e senza nemmeno leggere il testo della Legge che contesta; una legge che all’articolo 4, comma 1, dice che il prelievo straordinario di ungulati viene autorizzato “nel caso di inefficacia dei metodi ecologici”. Questa è la realtà, professor Giorello".

di Matteo Pucci

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sostieni il Gazzettino del Chianti

Il Gazzettino del Chianti e delle Colline Fiorentine è un giornale libero, indipendente, che da sempre ha puntato sul forte legame con i lettori e il territorio. Un giornale fruibile gratuitamente, ogni giorno. Ma fare libera informazione ha un costo, difficilmente sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità, che in questi anni ha comunque garantito (grazie a un incessante lavoro quotidiano) la gratuità del giornale.

Adesso pensiamo che possiamo fare un altro passo, assieme: se apprezzate Il Gazzettino del Chianti, se volete dare un contributo a mantenerne e accentuarne l’indipendenza, potete farlo qui. Ognuno di noi, e di voi, può fare la differenza. Perché pensiamo che Il Gazzettino del Chianti sia un piccolo-grande patrimonio di tutti.

Leggi anche...