Una soluzione per Lia: verrà trasferita in una classe con minor rischio contagio

Per motivi di salute ha problemi con le vaccinazioni: ed era in una classe con molti bimbi non vaccinati

GREVE IN CHIANTI – La storia di Lia ha fatto in queste ore il giro d'Italia e il clamore suscitato sui media (lunedì prossimo la vicenda sarà a “La vita in diretta”), con interessamento anche del Ministero, ha dato subito un risultato.

 

Tra pochi giorni, quando finirà il periodo di osservazione raccomandato dai medici del Meyer dopo la somministrazione del richiamo per il vaccino contro morbillo, varicella, parotite e rosolia, verrà trasferita in un'altra classe elementare del territorio.

 

“In occasione dei richiami vaccinali che doveva fare in base alla sua età – commenta il padre, Alessandro – e parlando con i medici dell’ospedale Meyer abbiamo preso coscienza del fatto che in questa fase di crescita della bambina il livello di attenzione rispetto al rischio di un contagio deve essere maggiore, questo è il motivo per cui adesso la nostra preoccupazione è salita”.

 

La bimba, lo ricordiamo, è affetta da immunodeficienza scatenata da un’encefalite che la colpì gravemente all’età di 2 anni: in questo modo di potrà ridurre al minimo il rischio di un contagio in ambito scolastico.

 

A confermarlo l'amministrazione comunale di Greve, che con l'assessore Maria Grazia Esposito esprime soddisfazione e parla di una “decisione condivisa, arrivata dopo un'indagine preventiva fatta in queste ore sulle altre scuole dell'istituto per verificare la possibilità di uno spostamento della bambina”.

 

Una decisione presa stamani, in pieno accordo tra la stessa amministrazione, l'Istituto Comprensivo di Greve, e naturalmente la famiglia di Lia, dopo un'ispezione disposta dal direttore dell’Ufficio scolastico regionale per la Toscana Domenico Petruzzo.

 

Ma, ci tiene a precisare la preside Antonella Zucchelli, “la decisione non è arrivata a seguito dell'ispezione, perché già stavamo individuando una soluzione”.

 

E precisa: “L'ispezione, la prima della mia carriera, è stata attivata dopo che era stata pubblicata la notizia, peraltro non vera, che la bambina non frequentava la scuola. Certamente la situazione, di cui ero perfettamente a conoscenza, si è allarmata negli ultimi giorni, dopo che i medici che seguono la bambina avevano rilevato un quadro che sconsigliava la somministrazione del vaccino, poi fatto ieri, e che aveva colto di sorpresa anche gli stessi genitori”.

 

Perché questa decisione non è stata presa prima, visto che della situazione di Lia erano tutti al corrente? “In realtà – risponde Zucchelli – ad un'alternativa finora non aveva pensato nessuno e non era stata presa in considerazione neanche dai genitori per il fatto che non c'erano state problematiche particolari”.

 

Nella nuova classe Lia troverà un contesto più piccolo, in cui il rischio di entrare in contatto con compagni non vaccinati, dicono sia dalla scuola che dal Comune, si ridurrà drasticamente: se infatti alla “Domenico Giuliotti” nel capoluogo ci sono 258 alunni e nella (ormai ex) classe quasi la metà non sono vaccinati, nella nuova collocazione la situazione è decisamente più controllata.

 

I dati (anche se non c'è nessun obbligo per i genitori di comunicare alla scuola se il figlio è vaccinato o meno) : su 106 bambini iscritti alle 6 prime classi delle 4 primarie di Greve, San Polo, Strada e Panzano, 12 risultano non vaccinati.

 

Di questi 8, la metà circa della classe attuvale di Lia, si pensa non siano stati sottoposti a vaccinazione. Una media, quella registrata nel Comune di Greve, che rientra nella statistica regionale pari al 9 per cento relativa agli studenti non vaccinati.

 

“Non ci può essere una certezza assoluta – dice ancora l'assessore Esposito – ma è chiaro che in una scuola più piccola e in una classe più coperta sul fronte dei vaccini c'è una maggiore protezione”.

 

“L'impegno dell'amministrazione comunale – aggiunge il sindaco Paolo Sottani – è quello di garantire il diritto allo studio della bambina, siamo consapevoli dell'importanza e della complessità del tema delle vaccinazioni soprattutto in ambito scolastico".

 

"Un argomento che abbiamo affrontato anche alcuni mesi – ricorda – fa creando un'occasione, peraltro seguitissima, di informazione e conoscenza rivolta alle famiglie; organizzeremo un nuovo ciclo di incontri aperti alla cittadinanza finalizzati a costruire un confronto, fornire alla comunità gli strumenti e le conoscenze, considerata la non obbligatorietà del vaccino, frutto di una scelta libera, di assumere una posizione in piena consapevolezza".

 

"Ricordiamo – conclude il sindaco – che il vaccino non comporta un obbligo ma si inquadra in un tema che interessa la salute pubblica. Ci preme che i cittadini siano prima di tutto opportunamente informati".

di Matteo Morandini

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