GREVE IN CHIANTI – Non accenna a placarsi la battaglia all'interno di Forza Italia a Greve in Chianti: da una parte la capogruppo in consiglio comunale Carla Cavaciocchi, affiancata dal coordinamento provinciale del partito e del neonato club Vigna Azzurra; dall'altro i "dissidenti" che nei giorni scorsi avevano chiesto le sue dimissioni.
Fra di loro Simone Verniani che prima di sbattere la porta vuole togliersi molti sassolini dalle scarpe, definendosi innanzi tutto "il promotore – dice – dell'uscita che ha portato a conoscenza della cittadinanza grevigiana la situazione in cui versa Forza Italia da dicembre 2014. Partito non rappresentato mai né in consiglio comunale né nelle varie altre riunioni politiche annesse".
"Con altre persone – prosegue Verniani – abbiamo valutato questa situazione, comunicata già molto tempo addietro sia al coordinatore regionale, al coordinatore provinciale e quello del Chianti, rimasta purtroppo nel limbo fino ad ora".
Una situazione diventata intollerabile per Verniani e altri militanti: "Ma le perplessità riguardo il partito a Greve in Chianti non finiscono qui, e le elenco tutte perché sono del parere che i cittadini hanno il diritto di sapere cosa succede dietro le quinte, perlomeno coloro che ci hanno votato!".
"Essendo io il primo dei non eletti – ricostruisce Verniani – di tacito accordo con Cavaciocchi, dovevo coadiuvarla, visionando i documenti che lei riceveva dal Comune per i relativi consigli, e che mi girava tramite email, per poter essere d'aiuto nella comprensione dei problemi portati in dibattito e per adottare una linea politica di opposizione con la conoscenza del territorio".
"Tale documentazione – denuncia – l'ho ricevuta solo nei primi mesi del mandato, poi qualcosa entrava sempre nel mezzo per giustificare il mancato invio, come se non fosse necessario che io fossi informato sulle questioni comunali".
"Ricorderanno i cittadini – prosegue Verniani – il successo inaspettato della candidata in lista per le scorse Regionali, Elena Ceroni, un elemento nuovo, giovane, alle prime armi, sconosciuto ai più, ma molto motivata, che mise la propria faccia in tali elezioni e ottenne una quarta posizione in lista, con ben 191 preferenze nelle circoscrizione Firenze 2, grazie anche all'impegno mio personale tramite la pagina Facebook di ForzaItaliaGreve in Chianti e alle sue partecipazioni a gazebi promozionali sul territorio".
"All'epoca – denuncia ancora – dopo tale risultato, il partito, invece di elogiarci, come sarebbe stato lecito attendersi, tramite il coordinatore provinciale di allora e Carla Cavaciocchi stessa, ci intimò di consegnare le password della pagina Facebook e di non scrivere più articoli uscenti sulla stampa a nome di Forza Italia, ma solo ed esclusivamente a titolo personale. La motivazione ci è tuttora sconosciuta".
"Nella replica di Carla Cavaciocchi alla nostra richiesta di dimissioni – prosegue ancora Verniani – lei stessa dichiara apertamente che le persone che l'hanno sfiduciata sono "meschine", dimenticandosi che sta parlando per sé e per il partito, e che da noi non erano uscite offese alcune tali da giustificare tale replica offensiva".
"E, da buona politica come lei stessa si definisce – dice Verniani insinuando dubbi sul rapporto fra la capogruppo e il Pd – in calce all' articolo sottolinea: "Questa giunta lavora forte, il sindaco cerca di recuperare i 5 anni precedenti, ma con alcune scelte che non posso appoggiare". Ma quando mai un buon politico all'opposizione elogia l'operato della maggioranza? A meno che non abbia interessi nascosti e particolari nel farlo".
Ormai Verniani è un fiume in piena: "Cavaciocchi replica ancora, e dice di andare a vedere sulla sua pagina Facebook gli infiniti attestati di stima ricevuti da parte di tanti grevigiani. Nel post con più "Mi piace" ve ne sono ben dodici, compresa Cavaciocchi stessa, di estimatori, ma di grevigiani solo Raveggi. Gli altri tutti suoi discepoli da Firenze e, fra questi, vera chicca, pure la figlia di quel Denis Verdini che tutti conosciamo. Veramente molto apprezzate le sue assenze dai grevigiani, che infatti sono corsi in massa a darle appoggio".
"Non volendo scrivere una sinfonia mi fermo qui – prosegue Verniani – Riguardo al coordinatore provinciale, è evidente la volontà di cercare, con moderazione, di salvare capra e cavoli, ma purtroppo, a questo punto, i cavoli prenderanno la direzione di un altro mercato".
"La conclusione era plausibile – riflette – Da Firenze avrebbero scelto il male minore, messi con le spalle al muro dopo il loro immobilismo durato mesi".
Poi, l'annuncio dell'addio al partito: "Non trovando motivo alcuno per impegnarmi ulteriormente sotto tale bandiera, mi dissocio da Forza Italia e dai suoi rappresentanti attuali, fermo restando che il mio interesse per il territorio in cui vivo non subirà arresto alcuno".
"Spero che questa situazione trovi ora la parola fine – conclude sibillino – e che non vi siano strascichi polemici. Perché quello che ho volutamente taciuto finora, sicuramente sarebbe devastante per molti".
di Matteo Pucci
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