GREVE IN CHIANTI – Non accenna a scemare la polemica, anche politica, attorno alla questione dell'installazione del dehor in piazza Matteotti, a Greve in Chianti.
Dopo le accuse dei gruppi di opposizione Centrosinistra per Greve, M5S ed Energie Nuove, la replica del sindaco grevigiano Paolo Sottani, ecco che i tre gruppi consiliari tornano all'attacco.
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"Il sindaco di Greve – esordiscono Centrosinistra, M5S e Energie Nuove – gira intorno a questioni terminologiche ma ammette alla fine ciò che è il vero problema, ovvero che il dehor costruito in piazza a Greve, davanti al palazzo comunale, dovrà essere rimosso. Riprendendo testualmente dalle sue parole: “Abbiamo diffidato dal proseguimento dei lavori e ordinato il ripristino dei luoghi allo stato originario”".
"Nonostante che nella replica del sindaco ci siano ancora numerose inesattezze tecniche – rimarcano – non vogliamo entrare in merito a ciò, perché non è questo il nostro obiettivo né il nostro ruolo; vogliamo invece riportare la questione sul piano politico".
"A questo riguardo – rilanciano – crediamo che il sindaco, che è anche assessore all’urbanistica, abbia il dovere di informarsi su ciò che avviene sul proprio territorio, a maggior ragione se si tratta dell’intenzione di costruire un dehors in piazza Matteotti. Ed ha altresì il dovere dichiedere una particolare cura da parte degli uffici comunali e della commissione paesaggistica nell’esame di pratiche di questa natura".
"Invece – accusano – il Comune si accorge della “assenza di un atto”, ovvero dell’autorizzazione della Soprintendenza, solo dopo che sono stati presentati esposti e proteste da parte dei cittadini? È necessario arrivare a questi punti affinché il Comune svolga quello che è il suo ruolo istituzionale, ossia essere garante della trasparenza e del rispetto delle norme?".
"È evidente – concludono – che qualcuno ha sbagliato, ma un’amministrazione non si può sottrarre all’obbligo di verificare la completezza degli atti, anche quando si tratta di autocertificazioni e di Scia. Altrimenti il cittadino perderà la certezza della normativa e si aprirà una pericolosa deriva che non sappiamo dove potrà portare".
di Matteo Pucci
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