SAMBUCA (TAVARNELLE) – L'Unità di crisi della Città Metropolitana è tornata a riunirsi per parlare delle aziende del Gruppo Coli di Sambuca, travolte nei mesi scorsi dall'inchiesta sul caporalato nelle aziende agricole, che ha portato agli arresti dei vertici aziendali.
Le istituzioni sono uscite con una presa di posizione univoca: "Difendere lavoratori e realtà produttiva in un percorso chiaro, condiviso e definitivo".
Ampio il confronto che si è svolto nella mattinata di oggi, mercoledì 1 febbraio, in Palazzo Medici Riccardi sulle aziende investite dall'inchiesta giudiziaria. Aziende che impiegano in tutto oltre 60 dipendenti.
Si trattava del secondo incontro in cui si affrontava la delicatissima situazione dell'Agricola Montostoli e della Coli SpA, facenti parte del Gruppo Coli di Tavarnelle.
Oltre a Città Metropolitana e Comune di Tavarnelle erano presenti l'amministratrice esterna da poco nominata, dottoressa Gavazzi, e uno dei due custodi amministrativi giudiziari, il dottor Borraccino, oltre ad organizzazioni sindacali e rappresentanti dei lavoratori.
L'ampio confronto ha evidenziato la necessità di un percorso, chiaro e trasparente, finalizzato alla presentazione da parte dell'amministratrice del Piano Industriale atto al rilancio aziendale a partire dalla salvaguardia occupazionale.
Le istituzioni hanno tenuto a sottolineare l'esigenza primaria della tutela dei lavoratori e al contempo della realtà produttiva, in quanto il territorio ha già subìto una ferita grave di immagine e va evitata in ogni modo una perdita occupazionale.
Il tavolo si è aggiornato fra due mesi per l'illustrazione del Piano industriale, monitorando e tenendo alta l'attenzione delle istituzioni sul tema.
di Matteo Pucci
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